Da settembre trasporti pubblici gratis per gli under 16 residenti a Brescia

La misura porta la firma del Pd in Loggia: vale un milione di euro all’anno
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Brescia, mezzi pubblici gratis per gli under 16
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Presa nuda e cruda, la notizia è didascalica, sta in poche righe: da settembre tutti gli under 16 residenti in città potranno viaggiare su autobus e metro senza sborsare neppure un centesimo. La gratuità è inserita in due emendamenti al bilancio (con il pedigree del parere favorevole), scatterà con la campagna abbonamenti dell’anno scolastico 2026-’27 e, per il portafoglio pubblico, «vale» complessivamente un milione di euro l’anno.

Fin qui, la parte del racconto che riguarda i servizi. Poi, c’è l’altra parte, quella politica. A dare l’annuncio – e a trainare questa misura – non è né la sindaca né la Giunta: sono i due Roberto (Omodei, da capogruppo in Loggia, e Cammarata, da segretario cittadino) che ricoprono i due ruoli politici principali nel Pd di Brescia. Partito democratico che - di fatto - in questo modo appone la sua firma ad una delle iniziative più significative e caratterizzanti di questo mandato.

Il fronte politico di metà mandato

La decisione, non è un segreto, arriva dopo una lunga attesa: per un anno è stata un terreno di scontro, una intenzione rimasta sospesa e diventata a un certo punto anche simbolo delle tensioni tra la sindaca Laura Castelletti e il Pd stesso, nel momento più delicato del rapporto con il suo vice Federico Manzoni (una burrasca poi governata fino al «lieto fine»).

Ora la partita si chiude – almeno formalmente – con la due giorni di Consiglio comunale di fine anno. Il passaggio non è neutro neppure nel calendario: il 22 e il 23 dicembre l’Aula voterà infatti l’ultimo bilancio triennale della legislatura, esattamente a metà mandato. E non è un dettaglio: è un passaggio che il Pd ha deciso di presidiare, formalizzando i due emendamenti poi firmati da tutti i capigruppo di maggioranza e rivendicando così un’iniziativa politica netta.

Da sinistra, il capogruppo dem Roberto Omodei e il segretario cittadino Roberto Cammarata
Da sinistra, il capogruppo dem Roberto Omodei e il segretario cittadino Roberto Cammarata

Cammarata lo esplicita proprio: «Del bilancio approntato siamo soddisfatti, ma con questa misura possiamo diventare entusiasti. Questo è un bilancio che segna il passo da qui alla fine del mandato. Quando chiedevamo un quid in più, lo facevamo per dare un aiuto concreto alle famiglie bresciane». E rivendica il metodo, ossia una richiesta portata in Consiglio e fatta propria dalla Giunta: «Il peso politico - rimarca - si misura nell’efficacia delle interlocuzioni. Diciamo chiaramente alle famiglie bresciane che possono usufruire di un servizio pubblico».

Omodei la dice così: «Quello della Loggia è un bilancio più che buono, che può ora diventare ottimo». E non dimentica anche gli altri numeri del conto corrente pubblico, quelli che raccontano «una continuità negli investimenti»: mezzo milione per il Pac (Piano aria e clima), 18 milioni per l’edilizia scolastica, 9 milioni per l’abitare, 5 per l’edilizia sportiva.

Guardare oltre il Pnrr

«Un anno fa – ricorda sempre Omodei – avevamo espresso una preoccupazione chiara: con la fine del Pnrr rischiavamo di perdere la spinta sugli investimenti. Oggi vediamo risposte, soprattutto sulle infrastrutture di prossimità, ci si concentra sempre di più sulle persone».

Il contesto, però, resta stretto. I tagli ai Comuni sono strutturali, la spending review non si è fermata e nessuno ha accompagnato gli enti locali nella gestione delle opere Pnrr. È in questo quadro che il Pd decide di spostare risorse da altri capitoli (dalla comunicazione istituzionale al fondo di riserva) per finanziare una misura che ha un impatto diretto su famiglie, mobilità, ambiente, istruzione.

Lo snodo delle priorità

L’iniziativa viene raccontata come una scelta a ricaduta ampia: incentivo al trasporto pubblico, riduzione del traffico, miglioramento della qualità dell’aria, educazione alla mobilità sostenibile.

La priorità, per il momento, è la scuola dell’obbligo, ma l’orizzonte dichiarato guarda a includere nella misura la platea scolastica fino all’età della maturità: si tratta di circa 5.500 giovani solo nel biennio, tenuto conto che - ad oggi - circa il 40% degli adolescenti in età scolare (residenti in città) non ha un abbonamento al trasporto pubblico.

E certo, «in un mondo ideale – è la stoccata del capogruppo Omodei alla Lombardia – a farsi carico di questa spesa dovrebbe essere la Regione, che ha la competenza istituzionale: in Emilia Romagna già succede, in Toscana ci sono misure simili. Brescia colma quel vuoto».

Un render del futuro tram di Brescia
Un render del futuro tram di Brescia

Alla fine, il bilancio viene definito «da Oscar della buona amministrazione». Ma il punto non è il premio immaginario. L’abbonamento gratuito agli under 16 è tecnicamente una misura sperimentale, coerente con il Documento unico di programmazione (alias: Dup), costruita in raccordo con Brescia Mobilità. Politicamente è qualcos’altro.

A metà mandato, con l’ultimo triennale sul tavolo, diventa una cartina di tornasole degli equilibri in maggioranza. Una misura di servizio, certo, ma soprattutto una dichiarazione politica su chi, dentro Palazzo Loggia, oggi vuole dettare il ritmo. E sullo sfondo, dentro i gruppi di maggioranza, rimbomba una domanda: se per un’iniziativa così concreta ci è voluto più di un anno di gestazione, quali altre scelte aspettano ancora di diventare politiche prima che il tempo finisca?

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