Cronaca

La storia dei tram a Brescia è un filo lungo 148 anni

È il tempo che nel 2030 sarà trascorso dalla prima introduzione del trasporto su ferro in città. Nel 1882 i convogli partivano dalla stazione e arrivavano in piazza Paolo VI
Antonio Borrelli

Antonio Borrelli

Giornalista

Una veduta  di corso Zanardelli  all'inizio del '900 - © www.giornaledibrescia.it
Una veduta di corso Zanardelli all'inizio del '900 - © www.giornaledibrescia.it

I primi furono trainati da cavalli e gestiti dalla società belga «Tramways à vapeur de la province de Brescia». Era il 1882. Una vita fa, un’altra storia. I convogli partivano dalla stazione e attraversavano gli attuali corso Martiri della Libertà, corso Palestro, corso Zanardelli, via Mazzini, via Quirini e piazza Paolo VI. Le corse erano molto rade (ogni 45-90 minuti) e i mezzi non andavano molto veloci. Ma tutto è iniziato lì.

La storia dei tram a Brescia è un filo lungo 148 anni - il tempo che nel 2030 sarà trascorso dalla prima introduzione del trasporto su ferro in città. Nei decenni successivi, quando ormai la popolazione era cresciuta fino a 70mila persone, la rete venne ampliata fino ai borghi di Sant’Eufemia a est e di Fiumicello Borgo-San Giacomo ad ovest. È nel 1904 che, sulla scia del grande entusiasmo generato dall’Esposizione Universale tenutasi in città, che venne proposta una riforma dei trasporti, tutta rivolta alla modernizzazione all’elettrificazione dei mezzi. Un anno dopo vennero costruite le prime tre linee di tram elettrici: da Porta Trento a Porta Cremona, da Porta Milano a Porta Venezia e da corso Zanardelli alla stazione ferroviaria.

Negli anni Venti la rete poteva ormai contare su sette rami per una lunghezza complessiva dei binari di oltre 18 chilometri. C’era la linea che serviva le zone industriali, quella del centro storico, quella che arrivava ai quartieri residenziali e una che arrivava fino al ponte sul Mella. Ma una nuova rivoluzione era alle porte: così nel 1935, quando sulle strade bresciane cominciavano ad apparire i primi semafori e le prime carreggiate asfaltate, si iniziò a sostituire i treni cittadini con i filobus. Fu l’inizio del declino del tram, che andò definitivamente in pensione nel 1949. Un’assenza lunga quasi un secolo. Nel 2030, 81 anni dopo, questi singolari mezzi che resistono al tempo e allo spazio, un tempo romantici e oggi persino instagrammabili, torneranno a Brescia.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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