Nel dare gas alle loro moto si devono essere sentiti come i protagonisti di «Fast & Furious». E le persone a bordo strada, accorse per fare il tifo, sono state una «botta» di adrenalina. Proprio quello che serve a un centauro per non sentire la paura quando sfreccia a folle velocità su un circuito durante una gara. Tutto molto bello, a parte il fatto che quella in cui si trovavano non fosse una pista da motocross, bensì una strada pubblica.
Il fatto
È successo domenica pomeriggio, attorno alle 15, a Torbole Casaglia, dove i carabinieri del Radiomobile della Compagnia di Chiari sono intervenuti, dopo aver ricevuto numerose telefonate da parte di utenti della strada comprensibilmente preoccupati. Quando i militari sono giunti sul posto, in via Don Salvoni in località Pontegatello – in una zona isolata –, si sono imbattuti in una vera e propria gara clandestina di motocross.
Ai nastri di partenza, lungo la strada trasformata in circuito – stando a quanto raccontato da alcuni residenti non sarebbe la prima volta –, c’erano tre giovanissimi motociclisti, che alla vista dei lampeggianti delle gazzelle hanno tentato di scappare. Ma la fuga è terminata pochi metri dopo, visto che da una parte la via è senza uscita.
Da fuori provincia
Che fosse una vera e propria gara clandestina, non improvvisata in pochi minuti, lo dimostrano i paesi di residenza dei tre centauri. Non solo nessuno di loro abita in zona, ma tutti arrivano da fuori provincia: un 24enne da Acquanegra sul Chiese (Mantova), un 23enne da Castelverde (Cremona) e un 20enne da Sirone (Lecco). Tutti e tre sono stati denunciati per la violazione dell’articolo 9 ter del Codice della strada. Le patenti, invece, sono state sospese per la revoca (sarà poi la Prefettura a decidere), mentre le tre motociclette – una delle quali non era nemmeno immatricolata – sono state confiscate.
Il pubblico
A vedere la gara c’era un centinaio di persone. Uno di loro, un giovanissimo di Acquanegra sul Chiese, è stato denunciato per oltraggio a pubblico ufficiale, dopo aver mostrato il dito medio ai carabinieri. Un gesto provocatorio che, nonostante il trambusto, non è passato in osservato.




