Caso Tintoretto, atto quarto. Nel giorno in cui Roma ufficializza in una nota il suo «no» (almeno per come è stato descritto in prima battuta) al progetto alternativo presentato dalla Loggia, a farsi largo è la polemica politica.
Al centro, lo ricordiamo, ci sono 42,4 milioni di euro del fondo Pinqua confluito nel Pnrr da impiegare per l’offerta residenziale. Fondi che, inizialmente, erano stati legati all’operazione San Polo e che poi, naufragato l’accordo con Redo Sgr, il Comune ha scelto di «traslocare» nel quartiere al confine est. Il piano B portato sui tavoli romani è questo: realizzare nell’area accanto alla chiesa ortodossa, 150 alloggi suddivisi in tre palazzine e un impegno di altrettante ditte per riuscire a realizzare gli edifici entro la scadenza del 31 marzo 2026. Tutto questo grazie al braccio operativo Brescia Infrastrutture.



