Il nullaosta, per ora, non c’è. Le rassicurazioni presentate ad oggi dalla Loggia non bastano. A preoccupare maggiormente sono i tempi: riuscirà Brescia a rispettare la tabella di marcia imposta dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (tradotto: fine lavori entro marzo 2026) con un progetto da realizzare da zero, a partire da aprile?
È (ancora) questo lo scoglio che il Comune deve superare per non perdere il tesoretto di 42,4 milioni di euro che si era aggiudicata con il bando Pinqua (acronimo di «Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare»).




