Teatro al Cioccolato, fiabe e spettacoli alla Rocca di Lonato

Nel nome c’è già tutto: «Teatro al Cioccolato» è una rassegna che invita ad accomodarsi, scartare con calma una storia e lasciarsi trasportare in un universo fatto di immagini, emozioni e un pizzico di dolcezza.
Ogni spettacolo è un incontro pensato per i bambini, certo, ma anche per i grandi che hanno ancora voglia di ascoltare, immaginare e lasciarsi sorprendere.
La rassegna
Accade a Lonato, ogni domenica di gennaio, sempre alle 16, nella suggestiva cornice della rocca visconteo veneta. L’edizione 2026 si articola in tre appuntamenti – il 4, l’11 e il 25 gennaio – e propone un piccolo viaggio dentro l’immaginario fiabesco, tra mimi eleganti e lupi da rivalutare, sarti ossessionati dal lavoro e topolini dal cuore grande.
From a Suitcase
A inaugurare la rassegna sarà Viandanze, il 4 gennaio, con From a Suitcase dello straordinario Enrico Mazza: un visual comedy show interamente muto, costruito intorno a una valigia e a tutto quello che ne può uscire.
Oggetti comuni si trasformano in alleati improbabili, le regole del mondo si ribaltano, e la comicità prende forma tra mimo, sorpresa e poesia. Il protagonista – un personaggio tanto elegante quanto strampalato – accompagna il pubblico in una sequenza di sketch che fanno sorridere e sognare, con il sostegno dell’Atelier Teatro Fisico di Philip Radice.
Il sarto di Gloucester
L’11 gennaio va in scena Il sarto di Gloucester, ispirato alla fiaba di Beatrix Potter. Una storia che nasce da un fatto realmente accaduto, e che la compagnia Sipario Onirico ha trasformato in una riflessione teatrale su lavoro, affetti e ascolto.
Il protagonista – il sarto Potter – ama così tanto il proprio mestiere da trascurare la sua unica compagnia, la gattina Beatrix. Quando lei, ferita e delusa, decide di mettergli i bastoni tra le ruote, toccherà ai topolini Tip e Tap rimettere le cose a posto, ricordando a tutti che una vera famiglia si costruisce con attenzione e reciprocità. Un tema attuale, trattato con leggerezza ma anche con cura.
C’era una volta Lupo
La rassegna si chiuderà il 25 gennaio con un altro spettacolo firmato Sipario Onirico: C’era una volta Lupo, un viaggio teatrale attraverso le fiabe classiche per restituire complessità a un personaggio che, da secoli, è relegato al ruolo del cattivo.
Il Lupo – quello di Cappuccetto rosso, dei Tre Porcellini, dei Sette Capretti – è davvero il mostro che immaginiamo? O è solo un attore, incastrato in una parte che non gli appartiene? A partire da queste domande, lo spettacolo costruisce un percorso fatto di gioco, ribaltamenti e nuove prospettive, invitando i bambini a guardare il mondo con occhi più grandi. Perché – come viene detto in scena – «gli occhi grandi servono per guardare meglio».
L’appuntamento con la rassegna è ormai una consuetudine attesa, che ogni anno porta famiglie, nonni e bambini tra le mura della rocca per un pomeriggio che unisce cultura e leggerezza. Merito della formula, semplice ma riuscita: una proposta teatrale di qualità, un orario adatto a tutti, un clima accogliente e la sensazione – rara – che ci sia ancora spazio per ascoltare storie insieme.
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