La qualità e la bellezza di un’area protetta passa anche dalla cura quotidiana degli spazi frequentati da residenti e turisti. Con questo obiettivo la Comunità montana di Vallecamonica, gestore del Parco dell’Adamello, ha avviato un programma di manutenzioni che coinvolge tutte le 46 aree attrezzate presenti nel territorio camuno. Un piano straordinario che vale circa 150mila euro ed è finanziato con risorse della Regione integrate da fondi propri dell’ente comprensoriale.
Azioni
Gli interventi riguardano strutture che, dopo anni di utilizzo e di esposizione alle intemperie, necessitano di essere recuperate o sostituite verranno quindi sistemati focolari, tavoli, panche, gazebo, fontane e altri elementi destinati all’accoglienza, con l’obiettivo di conservare l’identità dei luoghi, ma restituendo piena funzionalità agli spazi.

Alla riqualificazione si affianca la manutenzione ordinaria, affidata per il prossimo triennio ai consorzi forestali, con un contratto da circa 50mila euro all’anno.
Le attività comprendono sfalcio dell’erba, pulizia, piccole riparazioni e tutte le operazioni necessarie per mantenere le aree in ordine e in sicurezza, in particolare nei mesi estivi, quando la frequentazione aumenta sensibilmente. Le aree attrezzate sono nate negli anni grazie alla collaborazione con i Comuni, che hanno messo a disposizione i terreni.
Gestione
Oggi è la Comunità montana a occuparsi della loro gestione, garantendo così un servizio anche alle Amministrazioni locali, soprattutto nelle zone naturali più lontane dai centri abitati. «L’accoglienza non è fatta solo di iniziative ed eventi – sottolinea Giamba Bernardi, assessore al Parco –, ma anche della capacità di offrire un territorio ordinato, sicuro e funzionale. Un lavoro certo meno visibile rispetto alle manifestazioni, ma decisivo per assicurare una fruizione sostenibile della montagna».

Tra le novità c’è la sperimentazione di quattro toilette a secco installate nelle località Loa di Berzo Demo, Lincino in Valsaviore, Sant’Anna di Incudine e Val Paghera di Vezza. I servizi, pensati soprattutto per le zone più frequentate, saranno testati nei prossimi mesi in collaborazione coi Comuni, incaricati della pulizia ordinaria.
«È un ulteriore tassello – conclude Bernardi – di una strategia che punta a coniugare rispetto dell’ambiente e maggiore qualità dei servizi nel cuore del parco».



