Strage di piazza Loggia, Castelletti: «Dopo tanto tempo portiamo ancora i segni di quel lutto»

Vado in piazza il 28 maggio da sempre. Anche nel 1974, accompagnata da mio padre che scelse quel gesto educativo come tanti altri genitori, sono arrivata poco dopo l’accaduto. Ogni volta è la stessa emozione, lo stesso colpo al cuore, quando partono i rintocchi della campana alle 10 e 12. Otto battiti, otto colpi, come i morti della bomba. Mi sembra di vederli cadere, uno alla volta, sul selciato bagnato della piazza. E poi lo scoppio, che spezza la voce di Franco Castrezzati. Le urla, la confusione, quella moltitudine di striscioni che si mischiano agli ombrelli nel panico della piazza.
Sono passati cinquant’anni da quando l’orribile strage neofascista ha colpito la nostra città e Brescia porta ancora i segni di quella violenza. Quelli materiali, tutt’ora visibili nei pressi del luogo in cui fu collocato l’ordigno, e quelli certamente più profondi, impressi nella coscienza e nella memoria collettiva di tutti noi.
Queste cicatrici ci ricordano che democrazia e libertà, conquistate a caro prezzo durante la Resistenza, a prezzo altrettanto alto sono state difese nel corso della stagione, durissima, degli anni di piombo.
Fare chiarezza, individuare le responsabilità, personali e politiche, di chi ha pianificato e partecipato a questo attentato è importante per poter comprendere il passato e, con esso, il presente. Per questo ritengo fondamentale il lavoro svolto da Casa della Memoria e dall’Associazione dei familiari delle vittime alla ricerca di una verità almeno processuale, che ha svelato le trame occulte di quegli anni.
Abbiamo il dovere di fare memoria, di non dimenticare, e abbiamo voluto, in occasione di questo anniversario, produrre un film insieme con il Centro Teatrale Bresciano, un nuovo spartito musicale, commissionato a Mauro Montalbetti da Fondazione Teatro Grande, e una mostra curata da Fondazione Brescia Musei, negli spazi di palazzo Martinengo delle Palle. Occasioni, che spero i bresciani vorranno cogliere, che ci aiutano a ridare un volto e una storia alle otto vittime della Strage, perché anche attraverso l’arte tornino a essere testimoni attivi al nostro fianco, nella costante ricerca della verità e della giustizia.
Oggi, assieme alle tantissime realtà bresciane che hanno voluto dare il loro contributo, iniziamo un viaggio che porta con sé tutta la partecipazione della città per sfociare, fra qualche tempo, nella realizzazione di un museo permanente dedicato alla memoria.
È fondamentale ribadire, sempre, il nostro patto di lealtà ai valori democratici e alla Costituzione. La presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che sarà in città il 28 maggio, rafforza in noi la consapevolezza di essere una comunità unita, che sa comprendere e farsi carico del proprio passato, guardando al futuro con impegno e determinazione.
Ci vediamo in piazza, come sempre.
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