Cronaca

Speleologa intrappolata: «La grotta è inesplorata, ci vorranno giorni»

A parlare è il medico bresciano Corrado Camerini, che sta coordinando i soccorsi per salvare la bresciana Ottavia Piana, bloccata da sabato sera nella grotta Bueno Fonteno
Simone Bracchi

Simone Bracchi

Giornalista

Un tratto della grotta Bueno Fonteno - Foto di repertorio Cnsas
Un tratto della grotta Bueno Fonteno - Foto di repertorio Cnsas

Corrado Camerini, medico nefrologo del Civile in pensione, è il coordinatore del Soccorso Alpino Speleologico lombardo e da due giorni è a Fonteno, paese in provincia di Bergamo tra il lago d’Iseo e il lago di Endine, per coordinare le operazioni di recupero di Ottavia Piana, la speleologa di Adro, che nell’estate dell’anno scorso era rimasta intrappolata sempre nella stessa zona.

Nonostante le lesioni riportate nella caduta, fortunatamente sta bene, è stazionaria. In un primo momento pensavamo che le sue condizioni potessero complicarsi nel corso della giornata. E, invece, sta rispondendo bene alla cura farmacologica.

Ha detto che ha riportato delle lesioni nella caduta. Che tipo di ferite?

In modo particolare la donna ha riportato delle lesioni serie alle gambe, ma anche al viso e al torace. Per questo motivo non può lasciare la grotta da sola, ma sarà necessario portarla fuori con la barella.

Avete già un’idea sulle tempistiche?

Difficilmente riusciremo a portarla fuori dalla grotta prima di martedì.

Cosa rende così complicata l’operazione? È per caso la profondità?

No, non è una questione di profondità, anche perché la donna si trova bloccata a circa 300-400 metri. Non è molto. I problemi sono altri. Innanzitutto, stiamo parlando di una grotta inesplorata e di conseguenza nessuno la conosce. Poi c’è la questione della distanza tra l’ingresso e la zona in cui si trova. Ci vogliono circa sei ore per andare e quattro ore per tornare. Questo in condizioni normali, ma come ho detto la donna non può camminare e quindi dovrà essere portata fuori in barella. Per fare questo, stasera (domenica, ndr) le squadre specializzate stanno studiando la zona, poi interverranno i cosiddetti «disistruttori», che avranno il compito di allargare il passaggio per consentirci il recupero.

Corrado Camerini - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Corrado Camerini - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Di cosa ha bisogno la speleologa? È da sola o c’è qualcuno con lei?

In certe condizioni sono necessari i viveri, soprattutto ha bisogno di acqua. Ma non solo. Essendo una zona parecchio umida, stiamo portando anche dei ricambi, oltre all’attrezzatura necessaria per la logistica. La speleologa non è da sola, con lei ci sono sempre almeno un infermiere e un medico. Ovviamente stiamo lavorando su turni e abbiamo già pianificato il turnover fino a martedì, anche perché i medici e gli infermieri hanno altre esigenze lavorative. A stasera (domenica, ndr) si sono già alternati due medici e in questo momento sta arrivando una dottoressa dalle Marche. Stiamo parlando di turni di più di 10 ore: per i prossimi giorni sono in arrivo due medici da Piemonte e Toscana.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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