Cronaca

Social ai minorenni? Per sei su dieci è «no»

Ad aprire il dibattito sono stati il grave episodio di Trescore Balneario e la storica sentenza, emessa a Los Angeles, contro Meta e Google, ritenute responsabili della dipendenza dai social tra i giovani
Un adolescente alle prese con uno smartphone
Un adolescente alle prese con uno smartphone
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È giusto che i minorenni abbiano accesso ai social? L’abbiamo chiesto ai lettori del nostro sito. Per sei su dieci la risposta è «No: l’iscrizione dovrebbe essere possibile solo da maggiorenni». La restante percentuale è più o meno equamente divisa tra coloro che ritengono che «Non c’entra l’età: è una questione di educazione» e chi sostiene che, come stabilisce la legge, è giusto che vi abbiano accesso solo dopo i 14 anni.

Ad aprire il dibattito sono stati il grave episodio di Trescore Balneario e la storica sentenza, emessa a Los Angeles, contro Meta e Google, ritenute responsabili della dipendenza dai social tra i giovani.

A questo proposito il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, in un’intervista al Corriere della Sera, ha commentato che «i social possono essere devastanti tra odio, sfide estreme e anonimato: vietarli ai più piccoli non è più rimandabile. C’è una proposta di legge bipartisan in discussione in Parlamento, occorre accelerarne l’approvazione. Serve però una vera e propria svolta culturale nel Paese, in cui siano tutti protagonisti, famiglie e società civile. Nell’attesa cominciamo ad applicare le norme e i divieti vigenti, responsabilizziamo i genitori e proseguiamo con i progetti per l’educazione al rispetto e per aiutare, con il supporto dello psicologo, i giovani che vivono situazioni di difficoltà».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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