Cronaca

«Sistema Pavia», per i pm l’uso delle auto di Venditti era lecito

Ascoltati oggi nel corso dell’incidente probatorio, avrebbero confermato – secondo la difesa dell’ex procuratore – che il ricorso alle auto a noleggio per esigenze di servizio era considerato regolare e pienamente giustificato
Pierpaolo Prati

Pierpaolo Prati

Giornalista

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Inchiesta Venditti, parla l'avvocato Aiello

Non uno, ma cinque elementi a favore di Mario Venditti. Tanti quanti i pubblici ministeri ascoltati nell’incidente probatorio disposto nell’ambito dell’inchiesta sul presunto «sistema Pavia». Secondo la difesa dell’ex procuratore, tutti i magistrati sentiti avrebbero confermato che il ricorso alle auto a noleggio per esigenze di servizio era considerato regolare e pienamente giustificato.

«Uso lecito»

«Tutti i pm hanno dichiarato che l’utilizzo delle vetture era lecito. I decreti di liquidazione risultavano autorizzati e i preventivi firmati», ha commentato a caldo l’avvocato Domenico Aiello, difensore di Venditti, al termine dell’udienza davanti al gup Marco Vommaro. L’incidente probatorio, durato poco più di quattro ore, ha visto sfilare in aula Valeria Biscottini, Valentina De Stefano – oggi titolare della nuova inchiesta su Andrea Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi – Roberto Valli, Alberto Palermo e Andrea Zanoncelli, oggi alla Procura di Milano. Presenti anche Venditti e il pm Pietro Paolo Mazza, che all’uscita hanno scelto di non rilasciare dichiarazioni.

L’accusa

Per la Procura di Brescia, rappresentata dai magistrati Donato Greco e Alessio Bernardi, Venditti avrebbe favorito l’imprenditore pavese Cristiano D’Arena affidando alle sue società il noleggio delle auto in uso alla Procura e delle apparecchiature per le intercettazioni. In cambio, secondo l’accusa, avrebbe ricevuto favori personali, tra cui pranzi e cene al ristorante stellato «Lino» e l’acquisto di automobili a condizioni vantaggiose tramite la società CR Servizi.

«Ogni pubblico ministero ha indicato i collaboratori amministrativi che materialmente prospettavano la necessità di noleggiare le vetture per ragioni di servizio – ha aggiunto Aiello –. Collaboratori che però non compaiono in alcuna indagine». L’incidente probatorio era stato richiesto dalla difesa dopo che, durante le indagini difensive svolte nel marzo scorso, i cinque pm si erano avvalsi della facoltà di non rispondere alle domande del legale dell’ex procuratore.

Il sequestro annullato

Nel corso dell’inchiesta, la Procura di Brescia aveva anche disposto il sequestro di cellulari, tablet e computer di Venditti. Un provvedimento poi annullato dal Tribunale del Riesame, che aveva parlato di contestazioni troppo generiche, mancanza di proporzionalità e attività investigativa eccessivamente invasiva della privacy. Un primo punto segnato dalla difesa, al quale ora Venditti aggiunge – almeno nella sua lettura – le testimonianze dei cinque ex sostituti.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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