«Sindaca ladra»: scritte ingiuriose sui muri di Passirano

Gabriele Minelli
L’episodio si riconduce agli scontri in Consiglio sulle indennità alla Giunta. La reazione di Raccagni: «Questi gesti non mi intimidiscono»
Una delle scritte apparse a Passirano - © www.giornaledibrescia.it
Una delle scritte apparse a Passirano - © www.giornaledibrescia.it
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Una lunga serie di scritte ingiuriose, vergate con lo spray nero, lungo i muri periferici del passiranese e rivolte alla sindaca Mariuccia Raccagni. Nei giorni scorsi i muri del paese franciacortino sono stati per la quarta volta nell’arco di alcuni mesi «tela» per degli attacchi alla Raccagni, definita «ladra» da ignoti. Gli atti diffamatori si sono verificati lungo via Rivette basse, nella zona del Castello, in via Guarneri e poi nuovamente in zona Rivette basse, con i carabinieri che stanno ora indagando sugli episodi.

La reazione

Mariuccia Raccagni, sindaca di Passirano
Mariuccia Raccagni, sindaca di Passirano

«Essere definita “ladra” non è solo un’offesa alla mia integrità personale e professionale – sottolinea Raccagni –, ma è un atto che ferisce la dignità della carica che ricopro e della comunità che rappresento».

La sindaca riconduce gli episodi ad un clima politicamente pesante, in particolare vanno evidenziati i recenti scontri in Consiglio comunale circa le indennità alla Giunta (con le accuse dalla minoranza circa un aumento di spesa da parte dell’Amministrazione attuale). «Queste scritte non nascono dal nulla, ma sono il risultato diretto di un clima di odio e di un veleno diffuso quotidianamente da chi ancora oggi, dopo l’11 giugno 2024 (data delle elezioni amministrative, ndr) – prosegue la Raccagni –, sceglie la disinformazione come arma politica. È paradossale notare come questi attacchi arrivino spesso da chi a parole si fa portavoce della “pace” o dichiara di voler essere “vicino ai cittadini».

«Argomentare la pace e il bene comune non significa aizzare il rancore sociale. La vicinanza ai cittadini si dimostra con il dialogo costruttivo, non con il fango. Questi gesti non mi intimidiscono – conclude la sindaca –. Continuerò a lavorare con la medesima trasparenza che mi ha sempre contraddistinto quotidianamente nell’operato mio e della mia squadra. Le scritte sui muri si cancellano; ciò che resta è l’onesto impegno per il nostro paese e la consapevolezza che la violenza verbale è sempre il rifugio di chi non ha argomenti reali e vive di rancore. Confido nella parte sana e civile della nostra comunità, che sa distinguere la critica politica dall'offesa gratuita».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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