Cronaca

Sì della Regione a 36 comunità energetiche «made in Brescia», ma i fondi non bastano

In Lombardia accolti 338 progetti per un budget di soli 20 milioni: caccia a finanziamenti extra
Le comunità energetiche puntano a creare energia da condividere © www.giornaledibrescia.it
Le comunità energetiche puntano a creare energia da condividere © www.giornaledibrescia.it

Di quelli «made in Brescia» se ne sono salvati solo 36 su 111, ma se non si trova un «salvagente» anche gli «highlander» corrono il rischio di rimanere orfani. Sulle comunità energetiche in Lombardia si parte insomma con una notizia buona e una cattiva. La buona è questa: la Regione ha ultimato la scrematura dei progetti presentati dai territori e confermato che un budget a fondo perduto per sostenerli, vale a dire 20 milioni di euro, c’è. La cattiva è che 20 milioni di euro non bastano. E questo nonostante la tagliola che (sempre parlando della nostra provincia) ha chiuso la porta a ben 75 proposte, tra cui, ad esempio, quelle vergate da Garda Uno.

Contributo

Cos’è una comunità energetica rinnovabile (Cer)? Un insieme di soggetti che, tramite un contratto, collaborano con l’obiettivo di produrre, condividere, consumare e gestire l’energia prodotta attraverso uno o più impianti di generazione locale (ad esempio pannelli fotovoltaici). In sostanza, le Cer permettono di diventare produttori di energia green per l’autoconsumo collettivo. Il vantaggio in bolletta si stima tra il 20 e il 40% con benefici ambientali, sociali ed economici.

La Lombardia aveva avviato una manifestazione d’interesse, alla quale - a livello regionale - hanno risposto in 513: di questi, a incassare il disco verde sono stati 338. Questo, tradotto in cifre, significa che il contributo (se diviso in parti uguali) si fermerebbe a 59.171 euro a testa. Difficile però che i Comuni, già con bilanci agli sgoccioli, possano investire di tasca propria. Ecco perché l’unica speranza per salvare tutte le proposte si chiama stanziamenti extra.

Sotto la lente

A tenere d’occhio la situazione è il gruppo dem al Pirellone che, proprio a dicembre, ha sollecitato un’accelerata sul tema (la mozione è stata approvata all’unanimità). «Si tratta dello strumento principe con cui concretizzare la transizione energetica nei nostri territori - spiega Miriam Cominelli -. Con soli 20 milioni non ci potrà essere però per tutti i Comuni ammessi un contributo al 100%. Vedremo quindi quanti non si faranno scoraggiare da questa condizione». Di qui la richiesta: «Regione investa di più sull’energia del futuro». Perché - aggiunge Emilio Del Bono - «il Pd crede fortemente a questo strumento partecipativo e di responsabilizzazione dei cittadini sul fronte energetico. Fa piacere che tra i progetti più solidi ci sia anche il nostro capoluogo. Ora vedremo come verranno ridistribuite le risorse regionali: la Lombardia e la Provincia di Brescia possono cogliere questa opportunità».

E i progetti bocciati? Il Pnrr, per il momento, strizza l’occhio ai piccolissimi: a disposizione ci sono infatti 2,2 miliardi per le Cer nei Comuni sotto i 5mila abitanti. Per tutti gli altri, si vedrà.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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