Scritte nella notte al Rigamonti: si cercano almeno tre colpevoli

Le premesse erano le peggiori. Ma nel corso della giornata, per fortuna, non ci sono state ulteriori tensioni. Nella notte infatti scritte di insulti, minacce e ingiurie al presidente Cellino, alla squadra e alla Polizia sono state vergate con le bombolette spray all’interno dello stadio Rigamonti dove, una manciata di ore dopo, si sarebbe disputata la partita tra Brescia e Bari.
Tensione quindi altissima per tutta la mattina, massima attenzione alle misure di prevenzione e controlli scrupolosi e serrati per scongiurare quello che era il timore delle forze di polizia, ovvero che le scritte fossero una sorta di annuncio di una contestazione violenta in arrivo. Il Brescia, sul campo, ha pareggiato e il deflusso dei tifosi si è svolto senza problemi.
I fatti
Attorno alle 8 di stamattina il personale della società è entrato allo stadio per iniziare a preparare la struttura per la partita e ha subito notato le scritte: immediatamente hanno avvisato la Polizia e gli uomini della Digos sono arrivati al Rigamonti per eseguire i rilievi necessari ad avviare le indagini. Prima che gli addetti iniziassero a cancellare e, dove possibile, pulire, tutte le frasi sono state fotografate e catalogate e sono stati raccolti tutti gli elementi che potrebbero portare a dare un nome e un volto agli autori del gesto. Insulti al presidente Cellino per le sue origini sarde e poi nel mirino sono finiti alcuni singoli giocatori, già contestati in passato, e anche la Digos della Questura.
Le indagini
Per prima cosa è stato ispezionato lo stadio: per entrare il gruppo, con tutta probabilità ultras, ha scavalcato una delle recinzioni. Nessuna porta o nessun cancello sono stati forzati. Il primo riscontro è che almeno tre mani diverse hanno vergato le scritte e devono averlo fatto dopo la mezzanotte dato che fino a quell’ora ci sono elementi certi che confermano che non ci fossero. L’ispezione del Rigamonti ha poi confermato che non c’è stata effrazione negli spogliatoi o in altri spazi interni dello stadio e neppure sono stati trovati petardi, bastoni o altre armi nascosti.
La Digos ha già acquisito le immagini delle moltissime telecamere interne ed esterne allo stadio e già nelle prossime ore potrebbe avere elementi importanti per identificare gli autori. In settimana gli oltre 100 tifosi che dovranno affrontare il processo per i fatti di Brescia-Cosenza del primo giugno 2023 hanno visto gli atti di accusa nei loro confronti e l’impressione è che le scritte contro presidente, squadra e polizia possano essere legate alla vicenda giudiziaria più che all’andamento della stagione del Brescia.
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