Scivola e muore per un colpo di fucile: chi era Gabriele Mainetti

Incidente di caccia a Degagna di Vobarno, dove un 37enne del posto è rimasto ucciso dal colpo accidentalmente partito dal suo fucile. L’uomo è infatti scivolato e, nel cadere, ha premuto inavvertitamente il grilletto. Questa almeno una prima ipotesi sul drammatico evento che ieri ha sconvolto la comunità vobarnese.
Una notizia di quelle che non si vorrebbero mai sentire e delle quali è particolarmente difficile anche solo scriverne. Sulla vicenda indagano i carabinieri salodiani, che intendono ripercorrere attimo per attimo i fatti accaduti e i movimenti dell’uomo, per escludere che vi possa essere il coinvolgimento di terze persone.
Chi era la vittima
La vittima dell’incidente si chiamava Gabriele Mainetti ed era nato nel 1987. Abitava nel borgo di Degagna, frazione vobarnese nella valle solcata dall’Agna, con la moglie 27enne Lara e due figli ancora piccolini. Poche case dove si conoscono tutti, come fosse una grande e unica famiglia. Appassionato di caccia, in particolare di quella di selezione al cinghiale che è aperta proprio il giovedì, Gabriele si stava probabilmente appostando in attesa della preda.
Non si sa come, ma sarebbe scivolato sul terreno ancora fradicio di pioggia. Un tragico destino ha voluto che in quel frangente dal suo fucile partisse il colpo che l’ha colpito alla testa. Qualcuno dice di aver sentito dal paese lo sparo nel buio, evento per nulla insolito, e di non averci fatto troppo caso. Il ritrovamento del corpo è avvenuto infatti ieri intorno alle 10.30, in un campo non molto distante da casa. Dopo il colpo di fucile, il corpo esanime dev’essere rotolato fino in prossimità del torrente Agna.
II ritrovamento

I familiari lo stavano cercando già da giovedì: era uscito di casa intorno alle 21 col fucile e a notte fonda non aveva ancora fatto ritorno. Nelle ore successive la famiglia aveva fatto denuncia di scomparsa ed erano partite le ricerche coi carabinieri, i volontari della Protezione civile e gli amici del posto. Sarebbe stata la moglie, in compagnia di un amico di famiglia, a fare la macabra scoperta. La donna ha accusato un malore, tanto che sul posto è stato chiesto l’intervento di un’ambulanza salita da Roè Volciano.
Il corpo non era visibile dalla strada, ma quel grande prato che si piega fino a lambire il bosco, con sotto il torrente, era fra i posti ideali per gli appostamenti in attesa degli ungulati che la notte girovagano in cerca di cibo. Gabriele Mainetti era conosciuto come un bravo ragazzo, sempre gentile con tutti, gran lavoratore (alla Fondital), cresciuto fra quelle montagne, con una passione viscerale per la caccia. Una passione che purtroppo l’ha ucciso. E ora sono davvero in molti a piangerlo.
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