Schiacciata dal cancello a Castenedolo, il ricordo delle colleghe

Le sue condizioni erano parse fin da subito disperate. Lo aveva capito chi quella notte l’aveva soccorsa, liberandola dal peso del cancello che l’aveva schiacciata a terra, lasciandola esanime. Per Marina Bassi, 61 anni, custode insieme al marito della Ondapack di Castenedolo, la corsa d’urgenza in ospedale e il ricovero in Terapia intensiva non sono serviti: la donna, originaria della Volta a Brescia, è morta nella notte tra mercoledì e giovedì al Civile, a circa una settimana di distanza da quello che gli inquirenti hanno inquadrato come un infortunio sul lavoro.
L’incidente
L’allarme era scattato nella notte tra giovedì 12 e venerdì 13 settembre, attorno alle 4. È l’ora in cui la donna era uscita per chiudere manualmente il cancello d’ingresso, per paura che qualcuno si intrufolasse all’interno dell’azienda di via Monte Pasubio 81. Uno scrupolo dettato dal fatto che il motore, stando alle prime ricostruzioni, si sarebbe guastato il giorno precedente.

Nel chiuderlo, il cancello era uscito dai binari, travolgendo la 61enne. Sul posto erano intervenuti anche i Vigili del fuoco per liberare la donna. Mentre per ricostruire la dinamica di quello che ora è diventato un infortunio mortale – il 27esimo da inizio anno in provincia di Brescia – era intervenuta l’Ats, che aveva sentito alcune persone, mettendo sotto sequestro probatorio la struttura.
Il cordoglio
Non si capacitano di questa tragedia le amiche, gli ex colleghi e le persone più care. A piangere la 61enne sono soprattutto il marito, i figli, i nipoti e i parenti, che per l’ultimo saluto dovranno aspettare la decisione dell’Autorità giudiziaria. «Logora il cuore ritornare alla normalità quando viene a mancare una persona che tanto ha saputo amare e che altrettanto è stata contraccambiata. Marina era così: cordiale, buona, gentile con tutti. Era disponibile nei confronti di chi le si rivolgeva per un aiuto, sia sul lavoro sia nella vita privata» ricordano con il nodo alla gola le colleghe dell’Ondapack, stabilimento in cui Marina ricopriva il ruolo di custode e, a qualsiasi ora del giorno e della notte, era pronta a rimboccarsi le maniche per compiere le mansioni piccole o grandi che aveva in carico.
Il ricordo
«Era una lavoratrice instancabile – racconta un’amica di sempre – e infatti, in passato, aveva svolto anche un secondo lavoro in qualità di domestica, mettendo anche in questo tutta se stessa. Era dedita alla famiglia e amava infinitamente i nipoti che, da nonna, accudiva volentieri e con i quali trascorreva molto tempo. E poi aveva la passione degli animali: dei suoi cani, in primis, fedeli compagni della quotidianità».
In punta di piedi Marina lascia la vita, una vita alla quale ha dedicato ogni energia e che, sebbene non sia sempre stata in discesa, le ha accordato tanta gioia. «Non la conoscevo personalmente, ma quando una persona muore sul posto di lavoro è sempre una disgrazia – ha commentato il sindaco di Castenedolo, Pierluigi Bianchini –. Uno lavora per vivere, non per morire. È una notizia che ci lascia senza parole, a nome della comunità ci stringiamo alla famiglia».
ha collaborato Elisa Cavagnini
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@News in 5 minuti
A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.
