Sale Marasino, via ai lavori per rimettere a nuovo il tetto a San Zenone

L’ultimo grosso intervento di restauro sulla Duecentesca chiesa parrocchiale di San Zenone è di cinquant’anni fa, voluto dall’allora parroco di Sale Marasino don Lino Bianchi. Da quella volta l’imponente edificio che si affaccia sul lago non è più stato toccato, se non per lavori di piccola entità. Così l’usura del tempo e gli agenti atmosferici hanno ammalorato l’esteso e articolato tetto (di 1.631 metri quadri), come anche buona parte degli intonaci delle facciate, soprattutto nella parte alta.

Preso atto della situazione, si è fatto carico della vera e propria impresa di restauro don Emanuele Mariolini, il parroco di Sale Marasino, Marone e Vello, che adottando la politica dei piccoli passi sta raccogliendo fondi da investire nel cantiere destinato a dare nuovo lustro e solidità a San Zenone. Nel frattempo, ha fatto progettare l’intervento (dal geometra Gian Mario Picchi e dall’architetto Valentina Gaioni) e, all’inizio di febbraio, raccoglierà i primi frutti del grande impegno con l’avvio dei lavori.
Il progetto
Come comunicato ai fedeli che sostengono il restauro, nel bollettino parrocchiale «Comunità in cammino», l’investimento complessivo previsto è tra gli 800.000 e i 900.000 euro e l’intervento si articolerà in due lotti (non quattro come pensato all’inizio), un frazionamento che eviterà l’indebitamento eccessivo della parrocchia. Con il primo lotto, al via tra poco più di un mese, si metterà mano alla porzione di copertura vicina al lago, quella che comprende la grande cupola e i tetti che la circondano, per una superficie da rimettere a nuovo di 1.034 metri quadri, di cui il solo cupolone arriva a 240 metri. Contemporaneamente si interverrà sulle facciate dei lati nord e sud, i cui intonaci saranno oggetto di un restauro esclusivamente conservativo come dettato dalla Soprintendenza ai beni architettonici di Brescia.

Del primo lotto, il cui costo è di 430.000 euro, faranno parte anche le opere per risanare il porticato d’ingresso del lato nord, quello che guarda palazzo Zirotti, per cui verranno spesi poco meno di 40.000 euro, di cui 20.000 reperiti in un bando della Fondazione Comunità Bresciana. Con la posa a metà gennaio (di fronte all’ingresso principale) della grande gru che determinerà i lavori (alta 42 metri e con un braccio di 50), i tempi per arrivare alla fine della prima parte del restauro sono stati calcolati in circa cinque mesi, quindi buona parte di tetto e intonaci saranno già a nuovo per luglio.
La seconda parte dei lavori, in data ancora da stabilire, servirà invece a sistemare la parte di chiesa posteriore e un tetto di 597 metri quadri, anche quello su più livelli anche se meno complesso del primo.
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