Cronaca

Sale Marasino, il Tar al Comune: «L’ex sindaco Bonissoni va rimborsato»

Assolto dalle accuse di aver agevolato alcune società in appalti, aveva chiesto 16mila euro per le spese processuali. Ne riceverà 25mila
Flavio Archetti
Il municipio di Sale Marasino - © www.giornaledibrescia.it
Il municipio di Sale Marasino - © www.giornaledibrescia.it

Il risarcimento per il processo sostenuto dall'ex sindaco Claudio Bonissoni, inizialmente previsto in 16.419 euro, è diventato un salasso di 25.808 euro, e adesso il Comune di Sale Marasino lo dovrà pagare. Anzi, stando alla «determinazione» del responsabile dell'area amministrativa generale del Municipio salese, ne è stata autorizzata la liquidazione entro il 15 maggio, cioè ieri.

A stabilirlo è una sentenza della Terza sezione civile del Tribunale ordinario di Brescia, firmata dal giudice Andrea Marchesi ed emessa l'11 febbraio scorso, ma portata a conoscenza del pubblico qualche giorno fa nell'ultimo Consiglio comunale. L'allora primo cittadino Claudio Bonissoni era stato rinviato a giudizio a dicembre 2017 perché sospettato di aver agevolato alcune società in fase di aggiudicazione di appalti per lavori pubblici commissionati dal Comune. A seguito di indagini, l'accusa è risultata infondata e Bonissoni è stato assolto dai capi d'accusa con formula piena con la sentenza del 28 agosto 2018.

Claudio Bonissoni
Claudio Bonissoni

In seguito, la questione è diventata un punto d'onore non solo per Bonissoni ma per la politica salese, visto che l'ex primo cittadino (2004-2014) il 24 luglio 2018 aveva avanzato richiesta al Comune per avere il rimborso delle spese legali sostenute per difendersi dalle accuse, quando ricopriva la carica di sindaco, e si era visto respingere la richiesta con missive del 22 agosto 2018 e del 3 ottobre dello stesso anno perché i presupposti per l'erogazione erano ritenuti «insussistenti».

Deluso in quella che riteneva una richiesta legittima, Bonissoni si è rivolto al Tribunale di Brescia e si è visto riconoscere un assegno aumentato di quasi 10.000 euro, rimpinguato da nuove spese legali, spese generali e interessi maturati. Il rimborso era infatti subordinato alla sussistenza di quattro requisiti: assenza di conflitto di interessi con l'ente, nesso causale tra l'imputazione e la carica pubblica ricoperta, assenza di dolo o colpa grave, e invarianza finanziaria per il bilancio del Comune, che il giudice ha riconosciuto essere tutti soddisfatti.

In Consiglio comunale l'assessore al Bilancio Giuseppe Tocchella, visibilmente contrariato, ha polemizzato con l'Amministrazione che ha negato il rimborso chiedendosi come sia stato possibile «dubitare della buona fede di un sindaco che nei suoi dieci anni di mandato non ha mai nemmeno ritirato il suo stipendio da amministratore pubblico».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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