A Rovato cresce il bosco di bambù gigante che ripulirà l’aria

Daniele Piacentini
Ha un’estensione di 7,62 ettari, inserito in un’area più ampia pari a 36 ettari, e assorbirà fino a 37mila tonnellate di CO2 in 15 anni
Il bambuseto nella frazione di Duomo a Rovato
Il bambuseto nella frazione di Duomo a Rovato
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In via Grumetto, frazione Duomo di Rovato, arrivano oltre 50 campi da calcio (36 ettari) di bosco per ripulire meglio l’aria. Di questi, 7,62 ettari di superficie saranno la casa di un grande bambuseto, capace di assorbire fino a 37mila tonnellate di anidride carbonica in 15 anni, un valore che equivale approssimativamente al consumo annuo di gas di oltre 1.200 famiglie. Un progetto che, nella sua piena estensione e attività fotosintetica, ne assorbirà, sempre nel quindicennio, fino a 175mila tonnellate, pari ai consumi energetici di circa 6.000 famiglie.

In cosa consiste

Il progetto – incentrato su sequestro del carbonio certificato, tutela della biodiversità e tracciabilità blockchain – è a cura di Enercom, società di vendita del Gruppo Enercom, realtà privata italiana tra le principali nel settore delle utilities dell’energia, attiva in particolare tra Veneto, Piemonte e Lombardia.

La piantagione

Nello specifico, quella rovatese è una piantagione di bambù gigante Moso. La specie principale impiegata – il bambù gigante Moso (Phyllostachys edulis) – è tra le piante più efficienti al mondo nei processi di sequestro del carbonio. La crescita estremamente rapida e l’elevata produzione di biomassa consentono di catturare fino a 36 volte più anidride carbonica rispetto ai boschi tradizionali misti di conifere e latifoglie, con un ciclo di fotosintesi continua che non si interrompe nemmeno nelle fasi di maturità della coltura. Accanto al Moso, il progetto integra il bambù Fargesia – specie non invasiva a portamento cespitoso – per il riequilibrio ecologico e sostegno alla biodiversità locale.

Il bambuseto di Rovato
Il bambuseto di Rovato

L’ecosistema

La combinazione delle due specie ha permesso di costruire a Rovato «un ecosistema vegetale stabile e resiliente, dimensionato per produrre benefici ambientali documentabili nel lungo periodo e non solo nelle prime fasi di crescita. Uno degli elementi più qualificanti del progetto riguarda infatti il sistema di monitoraggio e rendicontazione dell’impatto ambientale» ha spiegato Matteo Carnevale, «Head of Supply & Trading di Enercom», intervenendo al recente Key 2026, la fiera della transizione energetica di Rimini.

«Le quantità di anidride carbonica catturate – aggiunge ancora Carnevale – vengono misurate secondo metodologie certificate e rese tracciabili attraverso tecnologia blockchain: ogni dato è verificabile, immutabile, accessibile», anche grazie all’accordo siglato da Enercom con BambooPro, società specializzata nella realizzazione e gestione di piantagioni di bambù.

Visite guidate

«Nei prossimi mesi Enercom – ha spiegato Cristina Crotti, presidente del Gruppo che lo scorso ottobre ha inaugurato il punto vendita rovatese, nella galleria commerciale del Conad Superstore di via Rudone – organizzerà visite guidate al bambuseto, per offrire a stakeholder e partner un contatto diretto con il progetto. Il nostro sostegno a questo bambuseto rappresenta un esempio concreto di come vogliamo tradurre in pratica il concetto di responsabilità ambientale. I progetti di riforestazione e compensazione ambientale traducono i nostri valori – vicinanza ai territori, innovazione e responsabilità ambientale – in interventi concreti e misurabili».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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