Regione Lombardia, un fondo per i figli delle vittime di femminicidio

Dal 20 novembre sarà aperto un osservatorio attivo 24 ore su 24 per intercettare le necessità di chi resta
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Nasce l'osservatorio per le vittime di femminicidio
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Orfani in un momento. Con un genitore ucciso e l’altro in carcere per quel delitto. Figli di donne uccise dal marito o dal compagno che, secondo una recente analisi, nel 36% dei casi hanno assistito alla morte della madre. Le vittime più delicate del terribile fenomeno dei femminicidi sono i figli che restano, da un giorno all’altro, senza mamma e papà.

L’iniziativa

Mercoledì la Regione Lombardia ha presentato l’«Osservatorio nazionale indipendente sugli orfani speciali», nato dall’esperienza di Telefono Donna Italia e che si pone come obiettivo quello di «monitorare e sostenere i figli delle vittime di femminicidio, i cosiddetti orfani speciali» e intende «sensibilizzare istituzioni e cittadini sulle sfide emotive, sociali ed economiche di queste bambine e bambini, fornendo loro assistenza concreta».

Nel corso della presentazione che si è tenuta a Palazzo Lombardia è stato spiegato che «grazie al suo comitato scientifico, l’Osservatorio lavorerà per promuovere ricerche e influenzare le politiche pubbliche per migliorare il sistema di welfare e garantire diritti e servizi adeguati alle vittime invisibili della violenza domestica».

Fra gli obiettivi che la neonata struttura si pone ci sono quello di sostenere le famiglie affidatarie, formare gli operatori dei servizi, definire linee guida operative replicabili, elaborare ricerche sociostatistiche sul fenomeno.

L’assessore regionale alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità Elena Lucchini ha voluto «testimoniare la nostra costante attenzione ai bisogni dei minori vittime di violenza e degli orfani speciali per i quali è necessario potenziare il sostegno sociale e psicologico per una corretta presa in carico» in modo che le garanzie per gli orfani di femminicidio previste dalla legge «non restino solo sulla carta. Questi piccoli, spesso questi adolescenti, non devono restare invisibili. Lo sforzo deve essere indirizzato a garantire loro le adeguate tutele».

Dal 20 novembre quindi «orfani speciali e le loro famiglie affidatarie troveranno ascolto e saranno sostenuti nel percorso di superamento del trauma tramite colloqui psicologici, di orientamento legale e incontri di gruppo». Il centro sarà attivo all’interno della Asst Niguarda con una linea di ascolto dedicata attiva 24h su 24 che risponde al numero 392 7723210.

La situazione

Bambini e ragazzi che restano, all’improvviso, senza genitori e in modo così drammatico hanno bisogno di assistenza sotto ogni punto di vista e con loro anche le persone, familiari in primo luogo, che si prendono cura di loro.

Il sostegno economico è il primo passo. Nelle sentenze viene stabilito un risarcimento per le vittime ma nella stragrande maggioranza dei casi i colpevoli non hanno sostanze o beni che possano coprire la cifra che i giudici stabiliscono e per i familiari che hanno accolto in casa i bambini o i ragazzi si tratta di far fronte ad una lunga serie di spese fino a quel momento impreviste.

L’aspetto psicologico poi è il più delicato. In moltissimi casi infatti il femminicidio arriva al culmine di una separazione burrascosa o peggio di una convivenza fatta di tensioni e maltrattamenti in cui moltissime volte anche i figli sono stati spettatori delle violenze quando non addirittura vittime. In alcuni casi, anche nella nostra provincia, il marito diventato assassino ha cercato di colpire anche i figli, in qualche caso anche riuscendoci.

Insegnanti, educatori, assistenti sociali, psicologi e tutte le figure educative, di assistenza, sostegno e di cura rivestono un ruolo fondamentale.

Con loro deve instaurarsi un rapporto di fiducia e piena collaborazione per il bene dei ragazzi. Sia che siano inviati dalle istituzioni, sia che siano contattati direttamente dalle famiglie, l’intervento con questi «orfani speciali» deve essere coordinato e studiato nel dettaglio per poter essere di sollievo e aiuto per ripartire in una situazione comunque delicatissima.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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