La notizia dell’accoltellamento tra giovanissime – per cui chi ha aggredito è oggi accusata di lesioni aggravate – alla fermata della corriera è arrivata in redazione attorno alle 17.30. I video amatoriali sono comparsi sui nostri telefonini pochissimi minuti dopo. A girarli coetanei piazzati in prima fila che, invece di impedire l’aggressione o quanto meno limitarne le conseguenze, tengono il pollice premuto sul bollino rosso che registra. All’orrore per tranci di cronaca sempre più frequente, cui non ci si vuole abituare, si unisce lo sconcerto per brandelli di video e audio cui si fa fatica a credere.
Dalle immagini si evince innanzitutto la dimensione del ring. La contesa tra le due ragazzine che hanno da meno di un anno lasciato le medie, avviene in mezzo a decine di giovani. Tantissimi. Le due si distinguono a fatica. Sono vestite pressoché allo stesso modo. Entrambe hanno Nike bianche ai piedi, cambiano solo i modelli: Air Force una e Tn l’altra. Leggins neri, felpa nera, giubbino smanicato nero. A fatica si distinguono anche dal pubblico che le accerchia. Che urla, che le incita, che non muove un dito e che zittisce chi timidamente urla «stop! stop!». C’è chi balla attorno alla lotta, chi fa il tifo.




