Cronaca

Ragazzina accoltellata da una 15enne, tanti filmano ma soltanto una giovane interviene

La lite avvenuta ieri pomeriggio a una fermata dell'autobus di Roè Volciano è finita sui social e nelle chat: tra insulti irripetibili, i più chiedevano un secondo round. L’accusa è lesioni aggravate
Pierpaolo Prati

Pierpaolo Prati

Giornalista

Alcuni frame del video dell'aggressione condiviso nelle chat e sui social
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Alcuni frame del video dell'aggressione condiviso nelle chat e sui social

La notizia dell’accoltellamento tra giovanissime – per cui chi ha aggredito è oggi accusata di lesioni aggravate – alla fermata della corriera è arrivata in redazione attorno alle 17.30. I video amatoriali sono comparsi sui nostri telefonini pochissimi minuti dopo. A girarli coetanei piazzati in prima fila che, invece di impedire l’aggressione o quanto meno limitarne le conseguenze, tengono il pollice premuto sul bollino rosso che registra. All’orrore per tranci di cronaca sempre più frequente, cui non ci si vuole abituare, si unisce lo sconcerto per brandelli di video e audio cui si fa fatica a credere.

Dalle immagini si evince innanzitutto la dimensione del ring. La contesa tra le due ragazzine che hanno da meno di un anno lasciato le medie, avviene in mezzo a decine di giovani. Tantissimi. Le due si distinguono a fatica. Sono vestite pressoché allo stesso modo. Entrambe hanno Nike bianche ai piedi, cambiano solo i modelli: Air Force una e Tn l’altra. Leggins neri, felpa nera, giubbino smanicato nero. A fatica si distinguono anche dal pubblico che le accerchia. Che urla, che le incita, che non muove un dito e che zittisce chi timidamente urla «stop! stop!». C’è chi balla attorno alla lotta, chi fa il tifo.

Nelle inquadrature, tra gli zaini Eastpack di ordinanza come i «vecio» «vecia» e i «bro» e «bitch» con cui si chiamano i loro possessori, finisce qualche tracollina bianca che fa tanto bon ton. Le cuffie indossate per cercare di capire dalle voci registrate il perché di tanta violenza sono perforate più volte da insulti irripetibili. A pronunciarli, anche rivolti al cielo, sono le ragazze. Qualcuno riesce a dividere le contendenti. Qualcun altro chiama a gran voce il secondo round. Che puntuale parte. Spunta una lama.

La telecamera continua ad inquadrare e non si perde nemmeno un colpo. Sono tantissimi. Portati come si portano in un combattimento da strada. Dall’esterno all’interno, da destra al centro. Alla coscia, al braccio, anche al collo. Sembra impossibile, ma nessuno dei maschietti, che saltano attorno, emettendo urla belluine e ridendo a crepapelle, decide di intervenire. Sembra voglia più sangue di quanto ne sia stato già versato. Tuta e chador bianco, chiodo in montone, a chiudere la contesa è una ragazzina. Che si butta nella polvere, si avventa sulla coetanea armata, la mette in folle con una mossa marziale. Giù il sipario. Si ferma solo il regista tiktoker di turno, che zooma sulla coscia insanguinata della 14enne ferita e inquadra chi scappa. Nel fuggi fuggi generale forse c’è anche il ragazzo conteso. E anche questo non è un bel vedere.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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