Cronaca

Pubblicità ingannevole sui cartelloni stradali: dentista sospeso sei mesi

Odontoiatra 70enne prometteva protesi fisse in 12 ore e usava termini che hanno generato «confusione nei pazienti»
Andrea Cittadini

Andrea Cittadini

Vicecaporedattore

Il provvedimento di sospensione è stato confermato in appello
Il provvedimento di sospensione è stato confermato in appello

Prometteva ai pazienti che una protesi mobile sarebbe diventata fissa in appena dodici ore. Una comunicazione considerata troppo attrattiva, suggestiva e potenzialmente ingannevole. Per questo un dentista di 70 anni che lavora a Brescia è stato sospeso e non potrà esercitare la professione per sei mesi.

La Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie ha confermato la sospensione inflitta dalla Commissione Albo Odontoiatri dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Brescia, respingendo integralmente il ricorso presentato dal professionista che ha alle spalle precedenti per esercizio abusivo della professione e per reati fiscali.

La vicenda

Al centro della vicenda ci sono alcuni grandi cartelloni stradali collocati all’uscita del casello autostradale di Rovato e utilizzati per promuovere una struttura odontoiatrica. Nei messaggi comparivano espressioni come «clinica dentistica integrativa mutualistica» e lo slogan: «Con l’implantologia la tua protesi mobile diventa fissa in 12 ore».

Secondo gli organi disciplinari, la campagna pubblicitaria superava i limiti della comunicazione meramente informativa e utilizzava termini «attrattivi e suggestivi», idonei «a generare confusione e ad alterare la percezione dell’offerta sanitaria da parte dei pazienti».

In particolare, l’impiego della parola «clinica» non sarebbe stato neutro, perché avrebbe «evocato nell’utenza l’esistenza di un’organizzazione sanitaria strutturata e qualitativamente qualificata». Anche il termine «mutualistica» è stato ritenuto fuorviante, poiché poteva richiamare «specifiche condizioni di accesso e di erogazione delle prestazioni» che, secondo quanto ricostruito nel procedimento, non trovavano riscontro.

Gli atteggiamenti

Nel provvedimento viene inoltre richiamato il comportamento tenuto dal dentista durante il procedimento. L’Ordine aveva rilevato atteggiamenti non collaborativi e l’utilizzo di espressioni «suscettibili di assumere valenza intimidatoria nei confronti dell’organo giudicante». Nel ricorso il professionista aveva sostenuto che i cartelloni fossero riferibili a una diversa società e non alla struttura della quale ricopriva quel ruolo.

Nelle motivazioni si legge che «non è condivisibile la tesi difensiva volta a escludere la riferibilità delle condotte» e che la cartellonistica aveva continuato, in concreto, «a veicolare l’attività» della struttura con la quale il professionista era direttamente coinvolto in qualità di direttore sanitario. Che deve avere una vera e propria «posizione di garanzia».

Chi ricopre tale incarico, ricorda la decisione, «ha il dovere di vigilare sulla correttezza delle informazioni diffuse al pubblico e di attivarsi per impedire o interrompere la circolazione di messaggi non conformi alle regole». Un obbligo che, nel caso del dentista 70enne, «risulta disatteso».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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