Professore picchiato in strada a Brescia per aver criticato il fascismo

Simone Bracchi, Francesca Zani
La vittima è un docente dell’istituto Antonietti di Iseo, aggredito in città in via Fratelli Bandiera
In una foto d’archivio una rissa tra ragazzi - © www.giornaledibrescia.it
In una foto d’archivio una rissa tra ragazzi - © www.giornaledibrescia.it
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«Mi hanno chiesto cosa pensassi del Duce e quando ho esposto il mio pensiero critico uno di loro mi ha dato cinque pugni in faccia».

A raccontare l’episodio è stata proprio la vittima dell’aggressione avvenuta nella notte tra venerdì e sabato in città, per l’esattezza in via Fratelli Bandiera. A finire in ospedale è stato un professore di 36 anni dell’Istituto Antonietti di Iseo, picchiato da uno dei cinque ragazzi - «più o meno avranno avuto 20 anni» - che lo avevano fermato, mentre stava andando verso la sua auto per far ritorno a casa. La sua colpa? Aver espresso critiche più che legittime sul regime fascista. Un’aggressione che non può non far paura, soprattutto per come è avvenuta.

«Avevo appena salutato un mio collega con cui avevo trascorso la serata - spiega la vittima, che domenica ha sporto querela alla stazione dei carabinieri di piazza Tebaldo Brusato -. Poi uno di loro, un ragazzo italiano, mi ha fermato. Sapeva chi fossi perché non solo mi ha chiamato prof, ma ha anche fatto il mio cognome. Inizialmente, pensavo fossero dei miei ex alunni, ma non era così. Lui sosteneva che in quel periodo le cose andassero meglio. Io gli ho spiegato che non era così, che a scuola si insegnavano le leggi razziali, che non c’era libertà di pensiero e che se aiutavi un partigiano venivi fucilato. A quel punto, visibilmente contrariato, ha iniziato a insultarmi e poco dopo mi ha riempito di pugni».

Il professore, invece di scappare, ha preso il telefono per riprendere il suo aggressore in volto. «A quel punto si è girato e mi ha dato altri due pugni, probabilmente il suo intento era quello di fermare la registrazione, ma sono riuscito a riprenderlo», ha aggiunto il professore, che ha chiamato subito il 112. Quando sul posto sono intervenuti i soccorritori e i carabinieri, dei cinque giovani non c’era già più traccia.

«Sono stato trasportato al Civile, dove sono stato dimesso con una prognosi di 10 giorni per i traumi riportati alla testa», ha concluso il docente.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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