Prende per il collo un compagno di classe della figlia: denunciato

Il motivo scatenante non è ancora chiaro. Resta però il gesto grave soprattutto perché commesso nei confronti di un bambino di dieci anni. Preso per il collo e letteralmente alzato da terra dal papà di una compagna di classe. È accaduto all’esterno di una scuola elementare in città. Protagonista un uomo di origine egiziana che si è scagliato su un bambino figlio di un connazionale. Il tutto davanti ad altri genitori, compresa la madre del minore, rimasti pietrificati da tanta violenza.
In ospedale
«Contrattura muscolare cervicale post traumatica in distrazione del rachide cervicale» riferisce il referto medico del pronto soccorso degli Spedali civili dove il bambino è stato portato il giorno successivo all’aggressione. E qui entra in gioco la figura di Karima, una mediatrice culturale che è intervenuta per evitare che tra le due famiglie egiziane si scatenasse una vendetta incrociata.
«Ho convinto il padre del bambino a sporgere denuncia e a non farsi giustizia da solo» racconta la donna. E così dopo gli accertamenti in ospedale i genitori del bambino preso per il collo dal padre di una compagna di classe hanno sporto denuncia ai carabinieri di Lamarmora.
In caserma
«Ha aggredito mio figlio, stringendogli le mani al collo e non facendolo respirare per qualche secondo. Lo stesso uomo offendeva in lingua egiziana mia moglie e la minacciava di morte», ha fatto mettere a verbale il padre del bambino che è venuto a conoscenza della vicenda solamente un giorno dopo. Quando il figlio ha detto che non sarebbe andato a scuola perché dolorante al collo.
La madre, testimone oculare dell’aggressione, non aveva riferito nulla al marito per paura che il coniuge reagisse cercando di farsi giustizia da solo andando a cercare il connazionale che aveva aggredito suo figlio. «La madre del bimbo che il giorno prima mi aveva riferito dell’accaduto mi ha telefonato e ho parlato con il marito. Da 20 anni vive in Italia e ha capito che la scelta giusta da fare era andare dalle forze dell’ordine». E così è stato fatto. Ora i carabinieri stanno ricostruendo l’intera vicenda. Il bambino preso il collo intanto rimarrà a casa ancora qualche giorno.
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