Premio della Brescianità 2026: i nomi e le motivazioni

Ottavio Di Stefano, Giuseppe Pasini e Annalisa Stroppa e Alessandro Santin: sono loro i rappresentanti 2026 della Leonessa. I primi tre, domenica, saranno insigniti del Premio della Brescianità che ogni anno, da 25 anni a questa parte ininterrottamente (ma il riconoscimento è nato nel 1977), viene conferito dall’Ateneo di Brescia con la Fondazione Civiltà Bresciana a chi rende onore al nostro territorio. Alessandro Santin riceverà il Premio Brescia per la ricerca scientifica dell’ente di via Tosio e UniBs.
Le motivazioni
A illustrare i motivi delle scelte il presidente dell’Ateneo, Sergio Onger, il presidente della Fondazione Civiltà Bresciana Mario Gorlani, il rettore dell’Università di Brescia Francesco Castelli e il curatore del premio Massimo Tedeschi. Due medici, un imprenditore e una mezzo soprano, ognuno a suo modo ha portato il nome di Brescia nel mondo.
Di Ottavio Di Stefano è stato messa in luce il grande lavoro in situazioni di grande tensione, il caso Stamina e il Covid e la sua capacità di difendere la categoria dei medici in qualità, per molti anni, di presidente dell’Ordine. Per quanto riguarda Giuseppe Pasini sono state sottolineate le doti imprenditoriali alle quali «si sono aggiunti i meriti per il salvataggio della tradizione calcistica bresciana». Annalisa Stroppa, poi, non ha bisogno di presentazioni: è un’acclamata mezzo soprano sulla scena internazionale per la voce e la versatilità tecnica e la finezza interpretativa».
Ricerca scientifica
Alessandro Santin, bresciano classe 1964, si è laureato a Brescia in medicina dove ha svolto anche il dottorato, ora è codirettore a Yale, ginecologo e oncologo, «riferimento – ha detto Castelli – per la medicina personalizzata e l’uso delle monoclonali».
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