Cronaca

Povertà a Brescia: un nuovo software per intercettare la marginalità

Lo ha promosso la Caritas per la rete dei nuclei parrocchiali e l’obiettivo è cercare di fronteggiare la realtà in continuo cambiamento
Antonio Borrelli

Antonio Borrelli

Giornalista

La Caritas bresciana
La Caritas bresciana

Sarà presentato tra poche settimane il nuovo Flash Report dell’Osservatorio delle Povertà e delle Risorse di Caritas Diocesana di Brescia sulle povertà accolte nel contesto bresciano nel corso del 2024. Un altro anno caratterizzato dall’incontro con le persone con disagio e in condizioni di emarginazione, in costante crescita nel tempo. Basti pensare che nel centro di ascolto diocesano «Porta aperta» transitavano nel 2023 poco più di quattrocento persone, lo scorso anno sono state 436 (+7%), il 44% delle quali erano nuovi contatti. È aumentato del 4,1% anche il numero delle persone che accedono alla Mensa Menni (erano 1.944 due anni fa, sono diventate più di duemila - per la precisione 2.023 - lo scorso anno).

Numeri

Nella struttura di ricovero della Caritas il numero degli accolti è leggermente diminuito (da 48 a 43), ma solo in ragione delle nuove politiche di permanenza media degli ospiti - che ora restano più tempo e vengono coinvolti in percorsi di cura e reinserimento di medio-lungo periodo. E poi ci sono i centri di ascolto parrocchiali, interparrocchiali e zonali (sono in tutto 31): in base ai dati rilevati dal software dell’Osservatorio di Caritas Diocesana emerge che le persone accolte sono tendenzialmente sempre molte (1.927 nel 2024) ma aumentano i nuovi contatti (496, pari al 26% del totale). Tra chi vi si rivolge crescono gli occupati (+4,6%) e i pensionati (+13%), i separati/divorziati/vedovi (+6%) mentre diminuiscono i contatti con gli under 25 (-53%) in favore dei 39-64enni (+1%) e over 65 (+10%).

Il nuovo gestionale

Proprio a fronte di un’utenza in crescita e per favorire la lettura dei bisogni sociali, Caritas Brescia ha deciso di dotare la rete dei nuclei parrocchiali di un nuovo software gestionale (si chiama «Carigest») che nel corso del 2025 andrà gradualmente a sostituire l’attuale per ampliare la rete dei punti di rilevazione aumentando le sinergie tra le Caritas in provincia. L’obiettivo è quello di intercettare prima e meglio le situazioni di marginalità sociale grave (in particolare tra le famiglie e tra le persone sole sul territorio) e di fronteggiare una realtà in repentino mutamento che anche nel Bresciano necessita di essere costantemente indagata. 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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