Poste, estate a singhiozzo con 77 uffici chiusi tra città e provincia

Estate a singhiozzo per gli uffici postali di città e provincia. Anche quest’anno, infatti, la stagione più calda coinciderà con alcune criticità nei servizi di Poste italiane. Il mese e mezzo che ci attende vedrà la chiusura di una serie di sportelli anche durante la settimana. Per realizzare quella che Poste Italiane identifica come «razionalizzazione estiva indotta dal calo di lavoro», la società a maggioranza pubblica ha coinvolto – nei tagli dei giorni di lavoro – 77 uffici postali su 264 complessivi, 56 in provincia e 21 a Brescia, per una «perdita» di 444 giorni di apertura: 123 per le sedi cittadine e 321 per quelle provinciali.
A Brescia
In città a pagare lo scotto maggiore è il servizio della posta di via Scuole, ridotto di 22 giorni, 11 in luglio e 11 in agosto. Tagli significativi riguardano anche gli uffici di Bettole di Buffalora (20), Sant’Eufemia (19), oltre a piazza Vittoria, via Don Vender e via Gambara, i primi due chiusi per 10 giorni e il terzo per 9, tutte giornate d’agosto. Per gli altri la penalizzazione è minore, da quattro a un giorno.
In provincia
In provincia le sedi chiuse almeno 20 giorni sono quattro: Palazzolo sull’Oglio 1 (23), Ponte San Marco di Calcinato (22), Camignone di Passirano (22) e Calcinatello di Calcinato (20). Sopra i dieci giorni di chiusura ce ne sono però altri dieci: parliamo di Ospitaletto 1 (19), Gardone Valtrompia (17), Gussago e Zanano di Sarezzo (13), Erbanno di Darfo Boario Terme (12), San Viglio di Concesio (11), Clusane d’Iseo (11), Villa Carcina (11), Carcina di Villa Carcina (11) e, infine, Montichiari (10).
In altri paesi l’incidenza delle chiusure estive è meno pesante: si va infatti dai nove giorni di Collio e Lumezzane Sant’Apollonio ai due giorni di Coccaglio, Leno, Orzinuovi, Rudiano e Molinetto di Mazzano, mentre ben 23 uffici sono chiusi per una sola giornata, nella maggior parte dei casi sabato 16 agosto, per consentire il ponte di Ferragosto.
Chiusure pomeridiane
Altre chiusure riguardano i pomeriggi, per gli uffici a doppio turno, e sono concentrate quasi esclusivamente sul mese di agosto. Ne sono coinvolte in città le sedi di piazza Vittoria, via Gambara, via Trento, via Don Vender e via Cipro, e in provincia Chiari, Ghedi, Palazzolo sull’Oglio, Montichiari, Rezzato e Rovato.
Il calendario delle «sforbiciate» alle giornate di apertura degli sportelli postali bresciani è certamente meno penalizzante di quelli realizzati da Poste fino a qualche anno fa, ma per capire cosa è successo va tenuto in conto che negli ultimi quindici anni l’azienda ha razionalizzato con aperture a giorni alterni permanenti (di solito 3 a settimana) 62 tra gli uffici più piccoli e periferici, da Agnosine, Anfo e Ponte Caffaro di Bagolino, a San Pancrazio, Seniga e Visano, passando per Cimbergo, Idro, Magno, Saviore dell’Adamello, Zone e in città l’ufficio di via Grandi.
Strategie
Poste Italiane ha spiegato di aver operato «per assicurare nei mesi estivi una presenza comunque capillare e continuativa, orientando l’organizzazione in base alla domanda, e mantenendo inalterato il livello del servizio. Per andare incontro alle esigenze delle piccole comunità – aggiungono da Poste Italiane – invece non sarà previsto alcun intervento negli uffici dei Comuni con meno di 5.000 abitanti».
Il calendario è stato oggetto di osservazioni anche da parte delle segreterie sindacali della nostra città. Per Arianna Pumilia, segretaria di Slp Cisl, «l’approccio dell’azienda pare più attento ed equilibrato che in passato, ma siamo lontani di una situazione di benessere. In città il lavoro estivo cala, però sempre meno, e quasi solo nella parte centrale di agosto. Sarebbe importante compiere una valutazione attenta dei reali afflussi e soprattutto considerare la qualità del lavoro del personale impiegato agli sportelli, ormai in grande sofferenza e spessissimo numericamente carente senza che l’azienda se ne preoccupi».
Manca il personale
Personale al centro dell’attenzione anche per il segretario di Slc Cgil settore Poste Alberto Fostinelli, secondo cui «è verosimile dire che oggi tra Brescia e provincia mancano circa 80 impiegati e questo rende necessaria buona parte dei tagli al lavoro estivo, tagli che senza questa carenza potrebbero essere evitati garantendo in questo modo un servizio migliore per le aziende così come per i cittadini».
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