Pescatori, naviganti, gente di lago. Il passato del Garda è raccontato anche dai suoi porti, centri nevralgici di commerci e scambi, e oggi monumenti storici a tutti gli effetti. Tra i più importanti c’è sicuramente il porticciolo di Desenzano, detto Porto vecchio: citato nei documenti d’archivio già in epoca medievale, fu ampliato ai tempi del dominio veneziano, alla fine del XVI secolo, per soddisfare le esigenze del fiorente mercato del grano.
Repubblica di Venezia
Sotto la giurisdizione della Serenissima, infatti, Desenzano divenne uno fra i più importanti mercati di granaglie dell'Italia settentrionale, e l’antico porticciolo medievale subì significative trasformazioni: fu ampliato e arricchito da nuove costruzioni, come Palazzo Todeschini, i cui portici, in parte rivolti sull'attuale piazza Malvezzi, furono adibiti a magazzini per le granaglie. Edificato nel 1580, l'edificio domina lo spazio antistante il porticciolo con un prospetto ad arcate a tutto sesto in pietra di Malcesine a bugne. Le nove arcate sulla darsena, insieme alle quattro sulla piazzetta e alle due di chiusura laterale, dovevano costituire il porticato al piano terra del grande palazzo comunale, progettato probabilmente sul modello di quello della Magnifica Patria a Salò.
L'antico porticciolo subì in epoca moderna alcuni interventi che ne modificarono il profilo originario: il molo e il faro in stile nordico furono infatti realizzati a inizio Ottocento, mentre il ponte alla veneziana è opera degli anni Trenta del Novecento.
Ai giorni nostri
L’aspetto attuale del porticciolo, che accoglie una cinquantina di imbarcazioni, rivela la natura prettamente turistica acquisita dall’antica darsena dopo la costruzione del porto moderno. Nel 1880 infatti prese avvio la costruzione della diga foranea con un faro dotato di lanterna, conclusa entro la fine del secolo. Per la capacità di traffico il porto di Desenzano nel 1894 ebbe, unico tra i lacuali, la classificazione di marittimo.



