Cronaca

A Pisogne 4,2 milioni per mettere in sicurezza il torrente Trobiolo

Giuliana Mossoni
I tre interventi, con fondi messi a disposizione dal dipartimento della Protezione civile tramite la Regione, serviranno a prevenire il rischio di frane e mettere in sicurezza il dissesto che minaccia le abitazioni
Dagli archivi: una frana nel 2000 - Foto Eden © www.giornaledibrescia.it
Dagli archivi: una frana nel 2000 - Foto Eden © www.giornaledibrescia.it
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Al confine tra il Sebino e la Valcamonica c’è un territorio fragile, che in passato ha ceduto più volte, portando distruzione e morte. Negli anni tanti sono stati gli interventi per mettere in sicurezza l’asta del torrente Trobiolo e la frana del Gasso a Pisogne, che dalla montagna sino al lago scaricano materiali a valle.

L’ultima volta è stata lo scorso anno, tra giugno e luglio quando, a causa del maltempo, è stato proclamato lo stato di emergenza. A un anno di distanza sono stati stanziati circa 4,2 milioni per tre interventi: l’adeguamento idraulico dell'alveo, il consolidamento della frana e lo svaso del materiale accumulato.

La situazione

A causa dello scivolamento di materiale dal fronte di frana, il vallo Gasso Alto si è saturato, rendendo necessario il ripristino della sua capacità, con lo svaso del materiale accumulato e la valutazione di un alleggerimento del versante tramite disgaggio (con mezzo milione). In contemporanea, sarà necessario ridurre il rischio connesso alla frana e garantire la funzionalità idraulica del torrente attraverso lo svaso dell’alveo e del piede della frana, drenaggi, il rafforzamento con reti metalliche e fibre vegetali e la creazione di palificate (per 1,6 milioni).

Infine l’evento calamitoso ha portato alla formazione di nuove crepe e cedimenti al piede della frana e all’interno del torrente, che portano a infiltrazioni di acqua al piede del dissesto, aggravando il rischio. Le preoccupazioni sono tante, perché il dissesto insiste su un’area abitata dove sono presenti anche infrastrutture viarie. Tant’è vero che sono aumentate le crepe nelle abitazioni. Per questo sarà necessario mettere in sicurezza il piede della frana e l’alveo a valle, per proteggere abitati e infrastrutture, con l’adeguamento della sezione idraulica dell’alveo, per aumentare la capacità di stoccaggio del materiale che potrebbe staccarsi (con 2,1 milioni).

Le risorse

«Abbiamo lavorato per ridurre il rischio e garantire la sicurezza delle abitazioni e del territorio sotteso al bacino idrografico del Trobiolo – afferma l’assessore Nicola Musati –. Questi nuovi fondi servono per completare le progettualità sull’intera asta idrografica, da monte fino alla confluenza di valle. Siamo soddisfatti, perché era uno degli obiettivi».

I fondi sono messi a disposizione dal dipartimento della Protezione civile tramite la Regione: «È motivo di orgoglio vedere questi soldi dedicati al mio Comune – dice il consigliere Diego Invernici –, con interventi che provano come la Regione non dimentica i piccoli territori».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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