Piscine a Brescia, 800mila euro per Lamarmora e «Piave»

Sulla prima ha pesato a giugno l’emergenza bagnini. La seconda resterà chiusa fino a metà settembre
Lo storico lido estivo di Lamarmora - Foto New Eden Group © www.giornaledibrescia.it
Lo storico lido estivo di Lamarmora - Foto New Eden Group © www.giornaledibrescia.it
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Non navigano certo in floride acque: parecchio vecchiotte, un po’ acciaccate e spesso al centro di polemiche e lamentele. Vero è che in città l’estate non sarebbe estate senza le piscine comunali di viale Piave e di Lamarmora. I due impianti natatori sono un «salvavita» per famiglie in fuga dall’afa, grest cittadini e studenti a caccia di refregerio. Così come la piscina di Mompiano che, però, merita un discorso a parte visto che è «nuova di zecca», almeno per gli standard di questo tipo di strutture: l’impianto a nord della città è stato completamente rifatto, non senza intoppi, e il taglio del nastro fa data al 2013, coi cantieri che si sono protratti 8 anni.

Uno scorcio del lido esterno della piscina comunale di Mompiano - © www.giornaledibrescia.it
Uno scorcio del lido esterno della piscina comunale di Mompiano - © www.giornaledibrescia.it

Adesso a necessitare di interventi, più volte sollecitati dai cittadini, sono proprio gli impianti di viale Piave e di Lamarmora, la cui costruzione risale agli anni Sessanta, e che in anni recenti hanno vissuto alterne (s)fortune e svariati ritocchi, mai però risolutivi. Anche se - ci tiene a ribadire l’assessore allo Sport Alessandro Catoni - «a differenza di tante piscine della nostra provincia che hanno chiuso i battenti, gli impianti di Brescia resistono, anche grazie alle risorse che l’Amministrazione ha continuato a investire nel tempo».

Cantieri

La piscina di viale Piave - © www.giornaledibrescia.it
La piscina di viale Piave - © www.giornaledibrescia.it

Un nuovo capitolo di questo impegno viene scritto proprio in queste settimane. Interventi di manutenzione straordinaria alle piscine sono infatti stati programmati dalla Loggia e sono già in corso in via Rodi e in viale Piave.

L’investimento complessivo ammonta a 800mila euro e prevede l’ammodernamento degli spogliatoi maschili di Lamarmora e il rifacimento del controsoffitto della vasca grande in viale Piave. In particolare questa struttura è stata quest’anno chiusa in anticipo lo scorso 8 luglio per consentire l’avvio dei cantieri, che dovrebbero concludersi a metà settembre. L’intervento al controsoffitto - 220mila euro circa - non resterà isolato: l’obiettivo della Loggia è sfruttare la pausa natalizia per metter mano anche agli spogliatoi e ai serramenti.

In via Lamarmora, invece, 224mila euro serviranno alla sistemazione delle aree cambio maschili a servizio della vasca da 25 metri. «Nessuna discriminazione - precisa Cantoni -. Quelli femminili sono più recenti e sono in condizioni migliori». La piscina è comunque aperta e gli uomini possono cambiarsi negli spogliatoi esterni, che si trovano sotto la tribuna. Pare del tutto superata anche la crisi-bagnini, che aveva caratterizzato l’avvio della stagione in via Rodi. La piscina non era stata aperta a metà giugno, a differenza di quella di Mompiano (che ha inaugurato il 15 giugno), a causa di difficoltà nel reperimento degli assistenti ai bagnanti. In una nota diffusa dalla Loggia si motivava l’empasse col «cambio di normativa del settore del lavoro sportivo che ha investito tutto il comparto a livello nazionale. La Federazione Italiana Nuoto (Fin) non ha potuto garantire le consuete assunzioni di bagnini, coordinatori e assistenti ai bagnanti, necessarie per i lidi estivi degli impianti natatori cittadini».

Un primo bando indetto dalla San Filippo aveva consentito di assumere personale per garantire l’apertura di Mompiano e un secondo bando ha finalmente permesso di aprire l’1 luglio anche le vasche di Lamarmora.

Il futuro

Tornando ai lavori, non resteranno gocce nel mare. «Andrea Annibale, il nuovo direttore della San Filippo, sta prendendo coscienza della situazione dei nostri impianti - conferma Cantoni - e dall’anno prossimo saranno programmati altri importanti interventi di efficientamento e miglioria, secondo le priorità che ci verranno indicate dalla società».

Dovrebbe restare per ora nel cassetto il sogno di dare vita a un partenariato pubblico-privato fra Loggia e A2A per rifare completamente la piscina di Lamarmora, a partire dalla sua demolizione. Per cominciare sarebbe necessario un primo investimento da 7 milioni che, al momento, la Loggia non ha. Resta la necessità di metter mano con convinzione a un impianto importantissimo per la città, ma che fa acqua da tutte le parti.

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