Non navigano certo in floride acque: parecchio vecchiotte, un po’ acciaccate e spesso al centro di polemiche e lamentele. Vero è che in città l’estate non sarebbe estate senza le piscine comunali di viale Piave e di Lamarmora. I due impianti natatori sono un «salvavita» per famiglie in fuga dall’afa, grest cittadini e studenti a caccia di refregerio. Così come la piscina di Mompiano che, però, merita un discorso a parte visto che è «nuova di zecca», almeno per gli standard di questo tipo di strutture: l’impianto a nord della città è stato completamente rifatto, non senza intoppi, e il taglio del nastro fa data al 2013, coi cantieri che si sono protratti 8 anni.

Adesso a necessitare di interventi, più volte sollecitati dai cittadini, sono proprio gli impianti di viale Piave e di Lamarmora, la cui costruzione risale agli anni Sessanta, e che in anni recenti hanno vissuto alterne (s)fortune e svariati ritocchi, mai però risolutivi. Anche se - ci tiene a ribadire l’assessore allo Sport Alessandro Catoni - «a differenza di tante piscine della nostra provincia che hanno chiuso i battenti, gli impianti di Brescia resistono, anche grazie alle risorse che l’Amministrazione ha continuato a investire nel tempo».




