Pinky ora ha ritrovato il suo volto: «Per me è un processo di rinascita»

Le cicatrici che ha dentro non si cancelleranno mai. «È impossibile dimenticare e perdonare» assicura. I segni sulla pelle rimasti dalla brutale aggressione subita dall’ex marito, si sono ridimensionati grazie al programma di cure estetiche gratuite dell’Università di Verona. E potrebbero migliorare ancora. «Ho finito il primo ciclo di cure e sono contenta. Finalmente contenta» racconta Pinky, madre di due figli, spettatori da bambini di quella maledetta sera di novembre 2015, diventata il simbolo della lotta contro la violenza sulle donne.
Che cosa ha rappresentato il trattamento alla quale è stata sottoposta?
«Per me è un processo di rinascita. Con queste cure ho riaffrontato dal punto di vista psicologico il dolore che ho provato e che ho tenuto nascosto come se quei segni fossero un peso che dovevo continuare a sopportare. È stato come scavare nel passato dopo che per troppo tempo non avevo voluto affrontare il mio dramma. Pensavo ad altro, ma tutte le volte che mi guardavo allo specchio non riuscivo ad accettarmi e mi focalizzavo sul mio corpo sfigurato dal fuoco».
Quanto è stato difficile come percorso?
«Dico solo che in occasione della prima seduta ho pianto tutto il tempo. Grazie alla dottoressa che mi ha seguita, incontro dopo incontro sono riuscita a tirare fuori tutto quello che avevo dentro. È stata una liberazione. Più le cicatrici venivano coperte e più buttavo fuori la sofferenza psicologica»
Dal punto di vista medico invece?
«Il trattamento è stato indolore. Si tratta di una tecnica sperimentale. I medici hanno lavorato soprattutto sul collo e sulla parte inferiore del viso, le parti ovvero più segnate. Per quello che ho subito ormai dormivo due o tre ore a notte a causa del dolore, dolore che le cicatrici mi provocavano ed ero stata costretta a cambiare la postura perché per non sentire male stavo con il busto in avanti e ormai le spalle non erano più allineate. Sono riuscita a migliorare anche in questo».
E ora come sta?
«Ho visto le foto del prima e del dopo e sono rimasta colpita. La differenza è notevole. Sono davvero contenta. Adesso riesco a dormire, non ho dolore e soprattutto mi accetto... Anche se...»
Anche se?
«Resta una paura. Sono passati nove anni, il mio ex marito è stato condannato a 14 anni e tra poco uscirà. Spero non gli venga concessa la possibilità di finire di scontare la pena ai domiciliari. Ho il terrore».
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