CronacaBassa

Pgt di Ghedi in stallo, ferma la riqualificazione dell’ex Cotonificio

La trattativa tra privati e Comune prosegue, ma le liti politiche frenano l’approvazione del piano
L'ex cotonificio di Ghedi - © www.giornaledibrescia.it
L'ex cotonificio di Ghedi - © www.giornaledibrescia.it
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Basta la parola: Cotonificio. E la memoria corre al grande insediamento produttivo che si trova tra via Sabotino e la stazione ferroviaria. Abbandonato da tanti anni, il Cotonificio sta allo sviluppo di Ghedi come una mamma al suo bambino: nel secolo scorso, quell’opificio, dove lavoravano tanti uomini e donne (forse le prime che si erano emancipate grazie ad un lavoro da operaie fuori casa), ha sfamato molte famiglie. Anni fa era stata avanzata una proposta da parte della società che aveva acquisito l’immobile: tutto, però, è ancora fermo, in trattativa.

Il piano B

Un passo avanti potrebbe arrivare grazie al nuovo Pgt, che però è stato adottato ma non ancora approvato dal Consiglio comunale (il passaggio era in programma la scorsa primavera ma, a causa di punti di vista diversi all’interno della maggioranza, per non creare problemi in campagna elettorale era stato rinviato a dopo le elezioni di giugno). Concentriamoci allora sulla trattativa, che, in attesa del nuovo Pgt, deve basarsi su quello vecchio. Nel documento sta scritto che i nuovi proprietari devono «demolire i capannoni esistenti e realizzare un polo residenziale-commerciale-alberghiero che funga da cerniera fra il nucleo urbano e le aree a nord del tracciato ferroviario». In pratica devono «sistemare il viale che porta alla stazione realizzando una rotatoria; realizzare un sottopasso stradale alla ferrovia; riqualificare la stazione ferroviaria e il suo piazzale; riqualificare la roggia Chiès; reperire posti auto per le abitazioni». Inoltre i proprietari devono dare al Comune oneri per 900mila euro.

Vent’anni fa questo «prezzo» poteva essere congruo. Con la crisi che nel frattempo si è mangiata soldi e prospettive di sviluppo, oggi forse lo è un po’ meno. Comunque, anche se procede a fasi alterne, la trattativa va avanti, nel tentativo di trovare un compromesso tra i proprietari e il Comune.

Bloccato

Un aiuto potrebbe arrivare dal nuovo Pgt, latore di alcune novità. Ad esempio, il sottopasso è stato spostato di circa 200 metri a ovest. Innanzitutto, perché dove era stato pensato prima (sotto la stazione ferroviaria), comportava un gigantesco lavoro, quindi un grande costo. E poi perché, così facendo, potrebbe rientrare nelle opere del previsto raddoppio della linea ferroviaria Brescia-Parma. Per dirla con l’assessore Giovanni Cazzavacca: «Così facendo potrebbe essere preso in carico dalle ferrovie dello Stato». 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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