CronacaBassa

Piccoli ingegneri danno vita a un «pesce robot» a San Paolo

Emmanuele Andrico
È il risultato del lavoro di Sukhpreet Singh e di un gruppo di talentuosi adolescenti che hanno preso parte al Grest di robotica
I ragazzi che hanno partecipato al laboratorio - © www.giornaledibrescia.it
I ragazzi che hanno partecipato al laboratorio - © www.giornaledibrescia.it
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Imparare i fondamenti della robotica in modo divertente, creativo e innovativo? A San Paolo si può grazie al Grest di robotica organizzato da Sukhpreet Singh in collaborazione con la biblioteca comunale, che ha coinvolto un gruppo di giovani talenti nella progettazione e realizzazione di un pesce robotico.

Il progetto

Prossimo alla laurea in Ingegneria dell’Automazione all’Università degli Studi di Brescia, Sukhpreet Singh non è nuovo a iniziative di questo genere. Sua è infatti l’idea di proporre «Io Robot», un progetto innovativo che si pone l’obiettivo di introdurre l’insegnamento delle materie Steam (Science, technology, engineering, arts, mathematics) in modo coinvolgente e accessibile a tutti. Iniziativa che ha trovato nell’Amministrazione comunale di San Paolo e nella biblioteca un primo e valido supporto.

Caratteristiche

«Il pesce robotico è frutto di intense settimane di lavoro, che hanno coinvolto un gruppo di giovani composto da Pietro Grazioli, Gabriele Crotti, Francesco Pelizzari, Leonardo Zenari, Federico Tagliabue, Alberto De Maria e Francesco Tomasi - ha spiegato Sukhpreet -. Il robot è dotato di una serie di funzionalità avanzate che lo rendono unico nel suo genere. Grazie a un sensore di temperatura può monitorare le condizioni dell’acqua in cui si trova, mentre un sensore di tocco lo avvisa se viene attaccato da un altro pesce, in questo caso inizia ad emettere suoni a frequenze specifiche per infastidire ed allontanare l’aggressore».

Ma non è tutto. Infatti, il pesce può immergersi, risalire e mantenere una certa profondità adattandosi alle diverse condizioni subacquee, il che lo rende ideale per le esplorazioni di ambienti marini. La telecamera integrata HuskyLens, supportata da un sistema di intelligenza artificiale, potrebbe permette al robot di individuare residuati bellici oppure trovare corpi durante operazioni di ricerca e soccorso. Inoltre è dotato di un microfono integrato.

«I ragazzi si sono impegnati moltissimo - ha concluso Sukhpreet -. Ringrazio di cuore i genitori e la biblioteca per il sostegno e la fiducia dimostrati».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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