Per la prima volta in calo i residenti stranieri a Brescia

Per la prima volta da decenni nel 2023 diminuiscono gli stranieri residenti nel Bresciano. Ed è un dato rilevante non tanto per il -0,2% in termini complessivi, ma soprattutto per la comparazione col passato recente: -1,6% rispetto al 2022 ma anche -3,4% rispetto al 2021.
L’analisi
Secondo il rapporto annuale MigraREport del CIRMiB (Centro di Iniziative e Ricerche sulle Migrazioni Brescia), la popolazione straniera nel Bresciano è costituita da 150.383 persone. E nonostante Brescia rimanga sempre al secondo posto in Lombardia dopo Milano, con il 12,8% degli stranieri complessivamente residenti sul territorio regionale (il 18,6% dei residenti nel capoluogo), il trend sembra iniziare a mutare.
«Al contrario di quanto qualcuno vorrebbe far credere non c’è alcuna invasione - spiega in maniera netta Maddalena Colombo, curatrice del rapporto insieme a Mariagrazia Santagati -, chi arriva oggi nel Bresciano lo fa soprattutto per ricongiungimenti familiari».
Che impatto hanno questi numeri nel mondo socio-economico bresciano? Nonostante la congiuntura economica sfavorevole, si registra una buona tenuta dell’occupazione e del lavoro autonomo. Nel 2023 in provincia più di un’impresa su 10 (il 12,6%, pari a 14.771 aziende) è straniera e quasi il 40% dei contratti sono stati avviati a stranieri. Di questi, più di uno straniero su 4 lavora nella manifattura, il 16,1% nell’alloggio e nella ristorazione, il 12,8% nelle costruzioni, il 9,8% nell’agricoltura (dove sono impiegati soprattutto rumeni e indiani), l’8,7% nel noleggio e (a dispetto di quanto si creda) solo il 5,9% nel lavoro domestico (uno su cinque, soprattutto donne, di nazionalità ucraina). Eppure, ecco un nuovo trend: dopo anni di costante crescita, si registra un calo delle rimesse di quasi il 3%. Nel 2023 sono stati inviati nei Paesi d’origine 7 milioni di euro dalle famiglie rispetto all’anno precedente. I motivi? Aumento del costo della vita a Brescia, più mobilità transnazionale e meno tracciabilità dei capitali «mobili».
Demografia

Ma MigraREport racconta di tante altre sfaccettature del territorio: ad esempio, aumenta l’età media di chi ha origini straniere (passa da 32 a 34 anni per gli uomini e da 35 a 37 anni per le donne) e la presenza femminile non è più così preponderante (le donne rappresentano il 50,2%, quasi esattamente la metà di tutti gli stranieri residenti). Ci sono poi più stranieri senior, in particolare della fascia demografica 65-79 anni e di quella over80. Una tendenza all’invecchiamento della popolazione straniera, dovuta all’anzianità migratoria ma anche al contributo dei ricongiungimenti familiari anche in tarda età. Un po’ a sorpresa, inoltre, calano le nascite (-5,5% per i nati da coppie miste; -4,6% per i nati da genitori entrambi stranieri, per un complessivo calo del 1,3%).
Sale, invece, il numero degli iscritti stranieri negli atenei bresciani, che passa da 955 unità nel 2010/11 a 1.242 nel 2022/23, con un’incidenza attuale del 6,3% sul totale degli iscritti. E tornano ad aumentare anche gli studenti stranieri in provincia: nell’anno scolastico 2022/2023 a Brescia gli alunni con cittadinanza non italiana nei vari ordini e gradi di scuola sono stati 33.362, con incidenza totale del 18,9%, in aumento di 4,1 punti percentuali. L’aumento è dato non solo dalla ripresa demografica post-pandemica, ma anche dal più elevato numero di ingressi nelle scuole secondarie di primo (+200) e secondo grado (+350) rispetto all’anno precedente. «Pare evidente - analizza Colombo - che se facessimo a meno degli immigrati anche a Brescia avremmo problemi seri a garantire tutto il sistema economico, sociale ed educativo».
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
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