Cronaca

Pedaggio in Corda Molle, le reazioni politiche

Dal 1° marzo i viaggiatori dovranno pagare il passaggio sul raccordo, ma sono esclusi i residenti
La Corda Molle - © www.giornaledibrescia.it
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La Corda Molle si pagherà dal 1° marzo 2026. Oggi è arrivata la comunicazione ufficiale. I residenti dei Comuni attraversati dal raccordo, e anche quelli che abitano in paesi nel raggio di 2 chilometri, potranno però continuare a viaggiare gratis per un anno.

L’accordo raggiunto tra Provincia e la concessionaria Autovia Padana ha logicamente portato a molte reazioni politiche. 

Stefano Borghesi, senatore della Lega

«Grazie alla determinazione del ministro Matteo Salvini c’è finalmente una soluzione concreta e attuabile per risolvere lo stallo della Corda Molle e relativo pedaggiamento, un problema ereditato dalla nota convenzione sottoscritta dal Pd nel 2007 quando al Governo il ministro era Graziano Delrio. La precisazione è doverosa e necessaria, soprattutto alla luce di chi ha passato mesi gridando allo scandalo, nonostante responsabilità evidenti da sinistra e non solo.

A differenza di chi ha preferito cavalcare la polemica senza proporre alcunché, e con buona pace di chi ha taciuto per decenni, proprio Salvini con ostinazione ha cercato una soluzione attuabile ed è riuscito a trovarla, suggellando un accordo a tre con Provincia e Autovia Padana. Una via d’uscita ormai insperata, che chiude questa pagina con un risultato certamente positivo.

Va dato atto al presidente Emanuele Moraschini di aver contribuito a questa soluzione con risorse importanti tra le pieghe del bilancio, a dimostrazione che la sinergia tra istituzioni e il lavoro silenzioso sono più efficienti delle sparate roboanti pur di agitare la polemica.

Ora, con la sperimentazione prevista dall’accordo, si apre una fase nuova che nel breve periodo eviterà il pedaggiamento ai residenti dei Comuni per la stragrande maggioranza dei mezzi, con l’obiettivo di renderla strutturale nel medio-lungo termine.

Ancora una volta la Lega riesce dove altri hanno fallito, risolvendo problemi che la sinistra ha causato e che ha strumentalizzato per ripulirsi la coscienza. Ma la realtà è un’altra, e oggi ne abbiamo avuto dimostrazione».

Italia Viva Brescia

«La firma dell’accordo, oltre ad ufficializzare l’introduzione del pedaggio della Corda Molle a partire dal 1 marzo 2026, conferma, se ce n’era bisogno, l’inaffidabilità del ministro Salvini che prima aveva promesso la gratuità e poi si era prontamente smentito in uscite successive, suggerendo la proposta che la provincia ha accettato pedissequamente.

Riteniamo questa soluzione assolutamente inadeguata e pensiamo che sia un grave danno per i cittadini bresciani in particolar modo per il mondo produttivo e dei trasporti. Oltre al danno economico, per chi sarà costretto ad utilizzare il raccordo, ci sarà un collasso della viabilità urbana in particolare della tangenziale sud con tutte le conseguenze del caso.

La ex-Sp 19, detta Corda Molle, era nata con l’esigenza di alleggerire il traffico sulla tangenziale sud di Brescia, principalmente generato dagli spostamenti est-ovest in un periodo in cui il traffico non era paragonabile a quello attuale. Per far fronte a questo problema la Provincia dovrà presto pensare all’adeguamento della tangenziale sud con l’utilizzo di ulteriori risorse pubbliche.

Non si capisce poi perché la Regione non sia stata coinvolta in questo accordo facendo sì che potesse contribuire con ulteriori risorse che avrebbero potuto allargare la platea dei beneficiari della gratuità. Non è chiaro, inoltre, cosa succederà dall’anno prossimo.

Italia Viva ribadisce l’esigenza di rendere gratuita a tutti i cittadini bresciani la nuova infrastruttura inclusi i mezzi pesanti e lancia un ultimo appello perché la politica bresciana e il mondo produttivo non accetti in silenzio questo scempio».

Miriam Cominelli, consigliera regionale del Pd

«Bene che si sia trovata una soluzione che va nella direzione auspicata della gratuità per i residenti, tuttavia ancora una volta sono gli enti locali bresciani che devono rimediare alle promesse non mantenute di Salvini, che aveva garantito di annullare il pedaggio. Alle promesse, come accade spesso, non sono seguiti i fatti. Il dicembre scorso avevo posto la questione in Regione. Il mio emendamento al bilancio di previsione era stato bocciato e quindi è la Provincia di Brescia che si deve far carico del pedaggio. Solo un dubbio sulla sperimentazione di quello che è il raggio d’azione della gratuità. Mi chiedo perché, stando alle notizie di stampa, risultano esclusi anche Comuni che sono molto vicini o adiacenti all’infrastruttura».

Cristina Almici, deputata di FdI

«Il pedaggiamento della Corda Molle nasce da un accordo sbagliato dell’allora ministro Delrio, che ha penalizzato il territorio. È spettato all’attuale Governo e alla Provincia risolverlo.

Ringrazio innanzitutto il presidente della Provincia, Emanuele Moraschini, che ha affrontato con responsabilità il problema. Ringrazio poi la Provincia di Brescia e il Mit per aver trovato una soluzione concreta: 1,5 milioni ciascuno per coprire il pedaggio.

L’allargamento dell’esenzione a 2 chilometri è fondamentale: così anche Comuni come Bagnolo Mella, pur non affacciandosi direttamente, beneficiano dell’esenzione. L’esenzione per i bagnolesi è l’esempio di una risposta giusta e attenta, valida per tutti i comuni inclusi: una risposta che corregge scelte sbagliate del passato e restituisce equità a tutti i cittadini. Oggi abbiamo dato una risposta concreta, nell’interesse della mobilità e del territorio».

Patto per il Nord

«Quando un’istituzione cerca di andare incontro ai cittadini è sempre positivo, e di questo al Broletto va dato atto, ma è anche palese che si tratti di una pezza politica. Con una stima d’incasso da 30 milioni di euro all’anno significa che, dopo aver privato i bresciani di 1,5 milioni di euro locali, altri 27 saranno comunque pagati dai nostri pendolari e aziende. Al Sud, i 432 chilometri di A2 sono gratis così come, con pari popolazione, citando solo tre comunità della Corda Molle, Brescia, Montichiari e Torbole ricevono trasferimenti erariali annui inferiori a Taranto, Pompei e Montella per 30 milioni di euro, già sufficienti a coprire tutti i costi. Roma porti rispetto a Brescia: non siamo il bancomat d’Italia».

L’opposizione in Provincia

«La situazione appare diversa: la gratuità è stata sì annunciata, ma viene pagata con i soldi della Provincia, mentre dal Ministero non risultano coperture dedicate. In sostanza, una promessa nazionale che si traduce in un conto presentato agli enti locali.

A questo si aggiunge un aspetto molto rilevante: il trasporto merci è totalmente escluso dall’intesa. I mezzi pesanti continueranno a pagare per intero il pedaggio lungo tutta la tratta, con un impatto diretto sulle imprese, sui costi logistici e sulla competitività del sistema produttivo bresciano. Un effetto che rischia di trasferirsi anche sulla viabilità ordinaria e, indirettamente, sui prezzi.

Anche la durata dell’accordo invita alla cautela: le esenzioni sono previste solo in forma temporanea, con una scadenza ravvicinata. Non siamo quindi di fronte a una soluzione strutturale, ma a un equilibrio provvisorio che dovrà essere nuovamente ridiscusso, senza certezze per il futuro.

Resta infine il tema dell’equità territoriale e degli effetti sulla mobilità: il pedaggio, pur mitigato da alcune agevolazioni, rischia di deviare traffico sulle strade locali, con ricadute su sicurezza, ambiente e qualità della vita.

Per tutte queste ragioni è necessario mantenere alta l’attenzione istituzionale. L’obiettivo deve restare una soluzione stabile ed equa, che non gravi in modo sproporzionato sui bilanci locali e che dia seguito, in modo concreto, agli impegni annunciati a livello nazionale.

È paradossale che siano ancora una volta gli enti locali a dover mettere delle pezze alle scelte sbagliate del Governo nazionale, mentre la Regione Lombardia resta un attore silente, nonostante il ruolo centrale che avrebbe dovuto avere in questa vicenda e nella programmazione della mobilità territoriale.

La verità è semplice: la Corda Molle è diventata a pagamento senza una visione complessiva e senza una vera assunzione di responsabilità da parte di Governo e Regione. I consiglieri
provinciali della lista Territorio Bene Comune continueranno a chiedere che l’esenzione diventi strutturale, che non gravi sui bilanci provinciali e che venga finalmente affrontato il nodo politico di un’infrastruttura strategica trasformata in un costo per i cittadini».

Dario Balotta, Europa Verde Brescia

«Il caso della Corda Molle è l’ennesimo esempio della confusione che caratterizza il sistema delle concessioni autostradali italiane e dell’ipocrisia di parte della politica locale. Un eventuale esposto alla Corte dei Conti da parte delle associazioni degli autotrasportatori o dei commercianti rischia di far emergere le criticità di un’operazione costruita per evitare una figuraccia al ministro Salvini, che aveva promesso la gratuità dell’infrastruttura pur conoscendo il vincolo contrattuale con Autovie Padane.

L’accordo annunciato oggi dalla Provincia di Brescia, in assenza dell’altro contraente, è il risultato di una gestione poco trasparente delle risorse pubbliche e di scelte mai chiarite al momento della costruzione della bretella, quando non venne comunicato che l’investimento sarebbe stato ripagato tramite pedaggio.

Restano irrisolti diversi interrogativi: da quali capitoli di bilancio la Provincia reperirà il milione e mezzo di euro annui per coprire i mancati ricavi; con quali risorse il Mit abbia compensato Autovie Padane; come funzioneranno concretamente sconti e gratuità; come verranno imputati i costi di pedaggiamento e quando le misure entreranno in vigore. Non è inoltre chiaro su quali stime di traffico siano calcolati i 3 milioni di euro di mancati ricavi.

L’allegato E del PEF 2017, sottoscritto dal Ministero e da Autostrade Centro Padane, prevedeva esplicitamente il pedaggiamento della Corda Molle. Per coerenza, si potrebbero oggi utilizzare parte dei ricavi della futura vendita delle azioni di Centro Padane (20–24 milioni di euro) per coprire i pedaggi nei prossimi anni, evitando di scaricare i costi sui cittadini e utilizzando risorse già pagate tramite i pedaggi della A21».

Massimo Vizzardi, consigliere regionale Gruppo Misto

«La cosiddetta corda molle viene presentata come gratuita per venti Comuni, mentre per altri Comuni – di fatto solo per la città di Brescia – è previsto uno sconto del 50%. Per i tanti cittadini dei Comuni della Franciacorta, dell’Ovest bresciano e della Bassa, che quella viabilità sono costretti a percorrerla ogni giorno, non è invece previsto alcuno sconto.

Vorrei capire perché solo Brescia possa beneficiare di uno sconto del 50% e per quale motivo le altre città e i paesi del territorio non abbiano diritto allo stesso trattamento, mi chiedo se i consiglieri provinciali lavorino per tutta la provincia o solo per la città.

Va inoltre ricordato che questa operazione ha comunque un costo rilevante per la collettività: circa 1 milione e 500 mila euro all’anno, risorse che ricadono sui cittadini bresciani. Risorse pubbliche che vengono utilizzate per garantire gratuità e sconti solo temporanei – limitati a un anno – e finanziati per il 50% dalla Provincia di Brescia, cioè con i soldi di tutte e tutti i bresciani.

Per queste ragioni, risulta difficile comprendere la logica di un’operazione che, da un lato, fa pagare molti cittadini per una strada che prima era gratuita e, dall’altro, scarica comunque un costo significativo sull’intera comunità provinciale, senza criteri chiari ed equi per tutti i territori».

Gian Antonio Girelli, deputato Pd

«La vicenda della Corda Molle certifica una gestione confusa e irresponsabile da parte del Governo e del ministro Salvini, che per mesi non hanno detto la verità in Parlamento e ai territori.

In Parlamento ci è stato ripetuto che il pedaggio non sarebbe stato introdotto o che, comunque, non avrebbe penalizzato i cittadini bresciani. Oggi scopriamo che la tratta diventa a pagamento e che si tenta di rimediare con soluzioni temporanee, parziali e finanziate dagli enti locali. È la dimostrazione che il Governo non ha mai avuto una strategia, ma solo l’obiettivo di prendere tempo.

Il punto politico centrale è che 1,5 milioni di euro l’anno vengono sottratti al bilancio della Provincia per coprire una scelta che competeva allo Stato. È inaccettabile che un ente locale, con risorse già limitate, debba intervenire per compensare le mancanze del Ministero delle Infrastrutture guidato da Salvini.

Si creano disuguaglianze evidenti tra territori confinanti, con intere aree – dalla Valle Trompia ai comuni dell’area di Montichiari – che resteranno escluse e pagheranno il pedaggio pur subendone gli effetti. Non è così che si governa una infrastruttura strategica.

Resta inoltre del tutto aperto il tema delle conseguenze sulla mobilità: il rischio concreto è l’aumento del traffico sulle viabilità ordinarie adiacenti alla Corda Molle, un’infrastruttura che esisteva già prima del suo allargamento, con ricadute su sicurezza, inquinamento e qualità della vita dei cittadini.

Ancora una volta il Governo scarica sui territori il costo delle proprie scelte, mentre la Regione Lombardia continua a restare in silenzio, nonostante il ruolo che avrebbe dovuto svolgere. Il Partito Democratico continuerà a incalzare il Governo affinché il pedaggio venga superato in modo strutturale e non attraverso soluzioni tampone pagate dai cittadini e dagli enti locali».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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