Patenti truccate, quattro arresti: «Sulla strada duemila autisti pericolosi»

L’attacco è frontale. «Il sistema non è nuovo. Eppure continua a funzionare. Anche se ci sono gli strumenti tecnologici per contrastarlo». Ha lanciato un messaggio chiaro alla Motorizzazione Civile e alle altre istituzioni coinvolte nella procedure per il rilascio delle patenti il procuratore capo di Brescia Francesco Prete commentando l’operazione che ha portato all’arresto del titolare di una autoscuola di Verolanuova, Jonathan Locatelli, e di tre suoi presunti complici per un giro di patenti truccate che si stima possa aver messo sulla strada più di 2mila tra guidatori di auto e autisti di camion e autobus che non hanno le competenze necessarie.
«All’autorità giudiziaria è toccato coprire dei vuoti della pubblica amministrazione, l’attività repressiva si è resa necessaria dove non è stata fatta abbastanza prevenzione per evitare che sistemi illeciti vecchi e ben conosciuti continuino ad essere utilizzati» il pensiero di Prete. Con oltre un anno di indagine a cui hanno lavorato i sostituti Marzia Aliatis e Alessio Bernardi e che hanno coinvolto Polizia Stradale, Polizia Provincia e Guardia di Finanza, la Procura ha chiesto e ottenuto le misure per azzerare una organizzazione criminale che permetteva, pagando cifre variabili tra i 2mila e i 5mila euro, di ottenere la patente di guida tramite microcamera e microfono da indossare all’esame di teoria e, per i camion e gli autobus, attestando falsamente che i candidati avevano partecipato a corsi che in realtà non si sono mai tenuti. Gli arrestati - in quadro complessivo di 60 indagati - devono rispondere a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, al falso in atto pubblico e al sostenimento di esami tramite persone terze.
Gli arrestati
Per il 47enne Jonathan Locatelli, titolare dell’autoscuola Nuova Verola e di altre autoscuole in provincia, ritenuto l’ideatore e promotore dell’attività criminale, è scattata la custodia cautelare in carcere. Antonio Governucci, il 49enne suggeritore, è agli arresti domiciliari nella sua casa di Volla, in provincia di Napoli, così come Annibale Gavazzoni, 79enne di Orzinuovi, il mediatore della banda. Per Marianna Nervi, impiegata in una delle autoscuole di Locatelli, e sua segretaria, è stato invece disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Il capo della procura bresciana ha ribadito che «dato che è un vecchio sistema ci si aspetta che si faccia qualcosa per evitare che venga messo in atto, invece deve intervenire la Polizia Giudiziaria». Una posizione cui ha fatto eco Federica Deledda, comandante della Polizia Stradale che ha spiegato come «anche lunedì le nostre pattuglie hanno bloccato candidati con addosso microcamere» e spiegato che «questa indagine riguarda tutto il territorio perché gli autisti al volante senza le necessarie competenze sono un pericolo per tutti gli utenti della strada».
Milioni di euro
Già lo scorso anno la Nuova Verola era stata sequestrata, e poi dissequestrata, e gli inquirenti vi avevano trovato un milione di euro in contati. Gli indagati però non si sono fermati, hanno proseguito con i loro affari e «oggi abbiamo trovato un altro milione di euro in contanti» spiegano dalla Procura.
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