I parenti di santa Maria Troncatti a Mattarella: «Venga in Valcamonica»

A Roma da Corteno per la canonizzazione, i discendenti della bresciana canonizzata da Leone XIV hanno stretto la mano al presidente della Repubblica
Messa del Papa per sette santi, presente anche Mattarella - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Messa del Papa per sette santi, presente anche Mattarella - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
AA

L’esperienza della vita, che nessuno ha mai neppure sognato o pensato di vivere: un viaggio di tutta la comunità per festeggiare una concittadina che diventa santa. Un privilegio che i cortenesi stanno vivendo in queste ore e che ieri è divenuto realtà. Erano in tanti, ieri mattina in San Pietro, in centinaia, tutti con gli occhi lucidi e la pelle accapponata ogni qualvolta papa Leone l’ha nominata.

Alcuni pellegrini dalla Valcamonica - Foto © www.giornaledibrescia.it
Alcuni pellegrini dalla Valcamonica - Foto © www.giornaledibrescia.it

Ed erano in tanti anche a Corteno, nella mattinata, a partecipare alla messa celebrata da don Maffeo Panteghini, missionario camuno che conobbe suor Maria in Ecuador, e che si sono emozionati nel sentire le campane delle dieci frazioni suonare all’unisono. È stata davvero una giornata memorabile per i circa trecento cortenesi che sono arrivati nella capitale, chi in pullman, chi in treno, chi in auto e un gruppetto pure in bici, pedalando per 650 chilometri.

La giornata

Il cardinale Giovanni Battista Re con il sindaco di Corteno Golgi Giuseppino Lippi - © www.giornaledibrescia.it
Il cardinale Giovanni Battista Re con il sindaco di Corteno Golgi Giuseppino Lippi - © www.giornaledibrescia.it

Già alle sette tutti in coda ai tornelli di San Pietro, indossando il cappellino colorato con il nome della santa e con nel cuore un orgoglio incontenibile, sentendo la presenza di suor Maria: tra loro la presidente della Pro loco Ramona Taddei, che guida il gruppo nei tre giorni romani, il sindaco Giuseppino Lippi, i pronipoti di suor Maria con le loro famiglie e anche Diego Taddei, divenuto frate francescano una settimana fa, dopo aver rappresentato la comunità in Ecuador in occasione della beatificazione nel 2012.

La presidente della Pro Loco di Corteno Ramona Taddei con il vescovo Pierantonio Tremolada
La presidente della Pro Loco di Corteno Ramona Taddei con il vescovo Pierantonio Tremolada

Una delle sorprese è stata la presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che in molti sono riusciti ad avvicinare per stringergli la mano. Tra loro anche Andrea Rodondi, nipote di una pronipote della santa, che aveva scritto alla segreteria del capo dello Stato per invitarlo a venire a Corteno (è arrivata pure la risposta: «Organizzeremo un incontro più avanti»).

Corteno davanti al mondo

Per tutti è stato incredibile quell’abbraccio corale in nome della santità e della pace (suor Maria era definita «artigiana di pace») e, soprattutto, sentire nominare Corteno davanti al mondo, in Vaticano, dal Papa. E poi ancora, in giro per Roma, continuare a essere fermati e riconosciuti come «quelli di Corteno», perché l’estate scorsa tanta gente, sante suore e frati salesiani, sono stati in alta Valcamonica sulle orme di suor Maria, a visitare la sua casa natale (aperta anche in questi giorni). «Mi ha colpito la riflessione sulla pace – racconta Ramona Taddei –: suor Maria è riuscita a mettere d’accordo due popoli nelle piccole cose: è un segnale per noi, vuol dire che anche nel nostro piccolo possiamo costruire la pace, siamo noi che diventiamo costruttori di pace seguendo il suo esempio, la pace inizia nel quotidiano». Per il primo cittadino Lippi «di fronte a questi eventi non possiamo far altro che meditare sul nostro impegno quotidiano, quello che ci permette, se ben guidato, di dare spunto a nuovi progetti rigenerativi e propositivi per le nuove generazioni».

Di orgoglio cortenese è anche il vicepresidente nazionale delle Acli Pierangelo Milesi: «È una gioia per la nostra comunità e per l’intera Chiesa. La sua vita missionaria, vissuta con dedizione, coraggio e amore, ci restituisce una fede concreta, operosa, che costruisce fraternità là dove sembrano prevalere le distanze. In un tempo segnato da trasformazioni che suscitano paure, suor Maria ci invita a vivere l’apertura universale come scelta di giustizia e pace».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@News in 5 minuti

A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.