Brescia attiva: «Il parcheggio Vittoria non è indispensabile»

La lista civica ha presentato un report: «La struttura può essere utilizzata da commercianti e residenti».
Code per entrare nel parcheggio di piazza Vittoria (foto d'archivio) - New Eden Group © www.giornaledibrescia.it
Code per entrare nel parcheggio di piazza Vittoria (foto d'archivio) - New Eden Group © www.giornaledibrescia.it
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«Che il parcheggio Vittoria sia aperto o meno, per la sosta pubblica poco cambia». Un’affermazione forte, che sottende il desiderio di Brescia attiva. Per ora nulla di più. Un proposito emerso nel dicembre del 2023, che oggi è però supportato da dati e numeri. Validati da Brescia mobilità e snocciolati dalla lista civica nel report «Posto libero: fare spazio alla vita urbana», presentato ieri sera alla Riserva del Grande. Un lavoro di analisi – realizzato grazie alla collaborazione con Fondazione mobilità in città – che parte dai parcheggi, ma allarga lo sguardo sulla mobilità cittadina nella sua globalità.

Secondo il report l’occupazione del parcheggio di piazza Vittoria (520 posti) è costantemente oltre il 50%, con picchi fino al 96% nella fascia oraria che va dalle 10 alle 18. Altri parcheggi in struttura presentano invece ampia disponibilità durante la giornata: è questo il punto fondamentale per Brescia attiva. La lista civica precisa che il parcheggio non per forza deve chiudere, ma potrebbe essere riservato, nel caso, ai residenti o ai lavoratori del centro storico.

L’analisi

Per la lista civica i dati raccolti tra febbraio e marzo 2025 dimostrano che le strutture vicine al centro storico potrebbero tranquillamente ospitare le auto che attualmente parcheggiano in Vittoria. E la distanza non sarebbe un problema, perché tutti i parcheggi presi in considerazione distano massimo 15 minuti a piedi dai principali attrattori culturali della città.

Il parcheggio di piazza Vittoria resta però il più scelto perché è quello più vicino al centro. Un fattore che porta addirittura gli automobilisti a restare in coda in attesa di un posto libero. Problematica questa sottolineata da Brescia attiva: più auto ferme vogliono dire più smog e più inquinamento. Nel report si legge chiaramente: «La domanda indotta è quel meccanismo per cui, se offri una risorsa in modo comodo e abbondante, le persone iniziano a usarla di più, anche se prima non ne sentivano il bisogno». Per la lista è quello che succede in piazza Vittoria.

Ci sono poi anche i parcheggi in superficie. All’interno del ring la sosta su strada occupa più di 11mila metri quadrati. Tutto spazio che secondo Brescia attiva rappresenta «una risorsa da ripensare».

Ambizioni

Chiudere il parcheggio di piazza Vittoria sarebbe un cambiamento epocale. «Non succederà domani, rassicuriamo tutti», dice sorridendo la capogruppo di Brescia attiva in Loggia Valentina Gastaldi. Per la lista civica resta però un desiderio. Un obiettivo che nel tempo è possibile raggiungere.

«Abbiamo idee ambiziose ma sostenibili – precisa il portavoce Giovanni Mori –. Il report che abbiamo presentato parla del parcheggio di piazza Vittoria, ma dobbiamo sottolineare che parlare di mobilità vuol dire puntare i riflettori sulla sicurezza, sul commercio e sulla possibilità di ridare degli spazi urbani ai cittadini. Ricordiamoci che le auto sono utili, ma per fare due chilometri abbiamo strumenti più efficaci».

Il report «Posto libero: spazio alla vita urbana» è stato realizzato in collaborazione con la Fondazione mobilità in città e proprio la direttrice Gaia Sgaramella ha sottolineato come «Brescia ha delle infrastrutture di alto livello, che dovrebbero essere un incentivo per muoversi in maniera più sostenibile». Sgaramella prosegue spiegando che «con una piccola azione su un parcheggio si può cambiare la percezione dei cittadini: non più una centralità legata all’auto, ma alle persone».

Brescia attiva pensa a una città diversa. Lo precisa Gastaldi: «Partendo da dati solidi possiamo fare molte riflessioni e proporre una serie di modifiche. Il centro storico va ripensato: servono zone a traffico limitato, pedonalizzazioni e aree verdi. Abbiamo delle ottime condizioni di partenza per poter immaginare un futuro differente. I numeri raccolti ci danno consapevolezza».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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