Cronaca

Palpeggiamenti nel resort di Erbusco: chiesti 4 anni per l’osteopata

Il professionista lavorava all’Albereta ed è accusato di violenza sessuale nei confronti di una turista francese. La difesa: «Non ci sono testimoni o riscontri»
Paolo Bertoli

Paolo Bertoli

Giornalista

Si tornerà in aula il prossimo 17 febbraio - © www.giornaledibrescia.it
Si tornerà in aula il prossimo 17 febbraio - © www.giornaledibrescia.it

Secondo l’accusa ha allungato le mani dove non avrebbe dovuto. Secondo la difesa ha solamente svolto il suo lavoro di osteopata e trattato la paziente. Due visioni contrapposte che si sono tradotte, nell'udienza del processo che si sta celebrando con rito abbreviato, da una parte, quella della Procura della Repubblica a cui sono associate anche le parti civili, nella richiesta di condanna a sei anni di reclusione, ridotta a 4 anni e 4 mesi per la scelta del rito abbreviato mentre dall’altra, quella della difesa, nella richiesta di assoluzione perché il fatto non sussiste.

L’accusa

Si conoscerà il prossimo 17 febbraio la decisione del Gup Gaia Sorrentino sul 50enne osteopata accusato di violenza sessuale nei confronti di una turista francese che era in vacanza in Franciacorta con il marito nell’estate del 2022. I fatti sarebbero accaduti nel centro benessere dell’Albereta di Erbusco, elegante relais sulle colline, dove il professionista lavorava e dove la coppia di turisti si trovava in vacanza.

La sequenza

I due francesi, alcuni giorni prima dei fatti per cui il 50enne è a processo, avevano già fatto un trattamento con lui e ne erano rimasti soddisfatti al punto da richiederne un altro in seguito. In quell’occasione, nel centro benessere dell’albergo, ci sarebbero stati i palpeggiamenti, sgraditi e soprattutto che nulla avrebbero avuto a che vedere con il trattamento professionale.

La donna a quel punto ha interrotto la seduta e ha raccontato l’accaduto al marito che la stava aspettando in camera e poi ad una amica al telefono. In seguito, per non dimenticare nessun dettaglio, ha scritto tutto su un foglio di appunti e con quello si è presentata ai responsabili dell’Albereta, che l’hanno immediatamente ascoltata e, insieme a loro, è andata in caserma per denunciare l’osteopata ai carabinieri.

Oggi in aula, oltre al sostituto procuratore Ettore Tisato, c’erano i rappresentanti delle due parti civili che si sono costituite, il relais Albereta, rappresentato dall’avvocato Gianluigi Bezzi e i legali della donna francese che ha presentato denuncia e che ieri mattina era presente in aula, così come l’imputato.

Il processo

Per il professionista accusato di violenza sessuale ha parlato il difensore, l’avvocato Raffele Della Valle, che chiedendo la piena assoluzione del suo assistito ha spiegato: «Nessuno ha visto, nessuno ha sentito, non ci sono tracce. C’è sola una testimonianza su un episodio».

La coppia di turisti francesi dopo il fatto ha comunque terminato la vacanza nella struttura, solo evitando il centro benessere. L’osteopata ha continuato a lavorare per l’Albereta e il rapporto si è interrotto alcuni mesi dopo ma per motivi diversi. In occasione del rinvio a giudizio, lo scorso maggio, il resort aveva fatto sapere di aver «collaborato pienamente con le autorità per l’accertamento dei fatti e per difendere la nostra estraneità all’accaduto». Si torna in aula il 17 febbraio per la conclusione dell’intervento dei difensori dell’imputato, eventuali repliche e poi la camera di consiglio prima della lettura della sentenza.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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