Cronaca

Padre Carrara: «Il cervello? Non è totalmente maschile o femminile»

Il suo intervento ha chiuso il corso dell’Opera per l’educazione cristiana con una giornata di riflessioni sulla costruzione di sé tra maschile e femminile
Marco Papetti
L'incontro che ha chiuso il ciclo di studi
L'incontro che ha chiuso il ciclo di studi

«Non esiste un cervello totalmente maschile né totalmente femminile. Per costruire la nostra identità abbiamo bisogno di essere un corpo vivo». La quarta e ultima giornata di studio del ciclo per studenti delle superiori promosso dall’Opera per l’educazione cristiana ha chiuso il percorso sul tema dell’identità, filo rosso dell’edizione di quest’anno, con una giornata di riflessioni sulla costruzione di sé tra maschile e femminile.

Relazione

Padre Alberto Carrara, preside della facoltà di Filosofia e direttore del gruppo di Neurobioetica all’Ateneo pontificio «Regina apostolorum» di Roma, si è concentrato sul dibattito sulle «differenze strutturali e funzionali nel cervello maschile e femminile». O, detto altrimenti, sulla domanda se «ha sesso il cervello»?

Secondo padre Carrara, «la radicalizzazione della biologia o della parte culturale provoca problemi enormi: l’uomo non è puramente naturale né puramente culturale, ma è una sintesi tra natura e cultura, due volti di una stessa medaglia». Occorre, a suo parere, «sfatare sia il mito dei cervelli totalmente maschile e totalmente femminili sia il mito opposto del cervello intersessato». Secondo Carrara, cervello maschile e femminile hanno piuttosto una «diversa connettività funzionale: studi dimostrano – ha sostenuto – che macroaree del cervello dialogano in modo diverso nei maschi e nelle femmine, senza che questo abbia alcuna implicazione per l’intelligenza. Mentre l’uomo ha un dialogo più significativo all’interno del singolo emisfero, nella donna ci sono connessioni più significative tra gli emisferi. Questo comporta nella donna ha una capacità incredibile di poter nello stesso momento fare tante connessioni quando considera un argomento».

Riflessione

Ai ragazzi giunti alla fine del percorso formativo, con i quali ha dialogato alla fine del suo intervento, padre Carrara ha raccomandato di «prendersi cura del proprio cervello: è il tesoro più importante che abbiamo», ha detto. Il ciclo di incontri dell’Oec si è chiuso ieri pomeriggio con la lezione della professoressa della Cattolica di Milano, Chiara Giaccardi, sulla «costruzione di sé tra identità e individuazione».

Il 14 marzo i ragazzi e le ragazze partecipanti sosterranno l’esame finale: a bando ci sono 40 premi-ricerca da 800 euro ciascuno e un premio-ricerca speciale di 1.000 in memoria di monsignor Giuseppe Cavalleri. Il viatico agli studenti e alle studentesse lo ha dato il presidente dell’Oec, Angelo Martinelli: «Spero che i temi fondamentali che abbiamo affrontato vi accompagnino nella vostra vita e nella ricerca della vostra identità».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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