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OspitiAmo Run, la corsa per il dormitorio San Vincenzo

«Il lavoro è tantissimo e cerchiamo di farlo nel miglior modo possibile», ha detto la presidente dell’associazione Bona Sulliotti
OspitiAmo Run, la corsa per il dormitorio San Vincenzo
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OspitiAmo Run, la corsa per il dormitorio San Vincenzo

Era la vigilia di Natale del 1899. Quell’anno in città nasceva il dormitorio San Vincenzo. Sono 125 anni che l’associazione laica cattolica, nata a Parigi nel 1833 e fondata da Federico Ozanam accoglie, supporta e con generosità aiuta gli ultimi.

Per tutto il 2024, per festeggiare questa importante ricorrenza, sono state organizzate varie iniziative ogni mese. Questa mattina è stata la volta della «OspitiAmo Run», la seconda edizione della corsa e camminata ludico-motoria con partenza e arrivo in via Carducci 15 dove hanno sede le «Case San Vincenzo».

Aiuto

«Per noi questo è un anno molto importante – ha detto la presidente dell’associazione San Vincenzo Brescia dormitori, Bona Sulliotti –. Il lavoro è tantissimo e cerchiamo di farlo nel miglior modo possibile. Come conclusione delle celebrazioni di quest’anno faremo una mostra fotografica a fine anno che avrà come protagonisti i nostri ospiti».

Non solo perché a gennaio infatti sarà riaperto il centro diurno in Contrada Sant’Urbano: «Esisteva già 90 anni fa – ha spiegato la presidente –. Ricovereremo le persone durante il giorno per evitare che stiano per la strada. Come sempre su segnalazione dei servizi sociali del comune di Brescia e della provincia. Avremo 25 posti per uomini e donne».

La struttura

Il luogo della partenza della manifestazione sportiva, le «Case San Vincenzo» è uno dei luoghi gestiti dall’associazione: 33 uomini e 15 donne suddivisi su due piani, gestiti in due diverse modalità. «Al primo piano abbiamo stanze da tre con bagno in comune – ha spiegato Sara Zappa, coordinatrice Case d’accoglienza – mentre al secondo piano abbiamo 8 appartamenti di housing sociale. L’età media è 60 anni, sempre più anziani arrivano da noi».

La sistemazione non è un’alternativa alla casa, ma un periodo transitorio durante il quale le persone sono seguite per riacquistare o non perdere l’autosufficienza. «Facciamo laboratori di falegnameria e cucito – ha spiegato Zappa –, abbiamo un orto, facciamo corsi di pet therapy e di ginnastica. Gli ospiti ci aiutano con il mercatino dell’antiquariato e nella gestione delle case».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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