Cronaca

Omicidio suicidio a Lonato, un orrore che viene da lontano

Nessuno nella corte davanti alla chiesa di Santa Maria della Scoperta conosceva i due protagonisti
Alice Scalfi
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Omicidio-suicidio, si cerca il movente

Nessuno nella corte davanti alla chiesa di Santa Maria della Scoperta conosceva il suo nome, nessuno sapeva da dove Christian Catalano, l’uomo trovato morto ieri insieme a una donna di 45 anni, fosse arrivato qualche tempo prima, a vivere in quell’angolo di tranquillità che è la frazione di Lonato.

Madonna della Scoperta si trova in aperta campagna: vigneti a tutto campo, a fare da orizzonte la torre di San Martino da una parte e dall’altra la Rocca di Solferino, e i cani che corrono liberi per l’unica stretta strada, pochissimo battuta. Mai prima d’ora quella tranquillità era stata scossa da una tragedia di simile portata, con l’ipotesi dell’omicidio suicidio che si fa sempre più concreta. L’uomo aveva da poco affittato uno dei due appartamenti ricavati sul lato della chiesetta, forse nella ex canonica, e perfettamente inseriti nel contesto: un presepe.

Per qualcuno ci abitava da non più di un mese, per altri vicini di casa massimo un paio, ma con nessuno di loro aveva mai scambiato una parola: solo un saluto, talvolta, accennato con il capo quando lo incrociavano uscire o rientrare in automobile, quella vecchia Alfa 146 Junior che ieri era ancora parcheggiata davanti al suo portone d’ingresso, insieme allo scooter impolverato lasciato nel cortiletto di pertinenza. Nessun nome sul campanello, nessun segno visibile del dramma che si è consumato all’interno dell’abitazione se non il nastro bianco e rosso dei Carabinieri a renderlo evidente.

Altra evidenza: la presenza degli stessi Carabinieri, per lunghe ore ieri e pure il giorno precedente. Proprio i residenti hanno raccontato di quella presenza e di quel movimento del tutto inusuale, mentre le attività quotidiane procedevano: ieri normalmente l’agriturismo che affaccia sulla corte ha continuato a servire i clienti che si presentavano per acquistare qualche bottiglia di vino. Qualcuno si è avvicinato a piedi anche dalle cascine vicine, ha varcato l’arco che dà accesso alla corte per provare a capire cosa fosse successo. Risposte ancora ce ne sono poche, le due persone coinvolte non risulta facessero parte della comunità.

«Siamo profondamente scossi per quanto è accaduto. Fortunatamente - ci ha detto il sindaco Roberto Tardani - non ci sono sospetti in merito al coinvolgimento di terze persone e questo ci rincuora».

Ancora non ci sono molte informazioni su Catalano e sulla donna deceduta per sua mano: una 45enne di origine cinese, ma di casa a Rivoltella di Desenzano. Sembra che i due si fossero conosciuti in un centro massaggi della zona, che tra loro fosse nata una relazione.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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