Cronaca

Omicidio di Provaglio, si indaga sulle prime ore della festa

Gli inquirenti verificano i movimenti di quella notte di una trentina dei ragazzi presenti. Versioni discordanti sulla prima visita di Roberto Comelli
Paolo Bertoli

Paolo Bertoli

Giornalista

Sembra essere stato chiarito il tema della pistola che un ragazzo egiziano aveva nello zaino - Foto Gabriele Strada/Neg © www.giornaledibrescia.it
Sembra essere stato chiarito il tema della pistola che un ragazzo egiziano aveva nello zaino - Foto Gabriele Strada/Neg © www.giornaledibrescia.it

L’esecutore materiale del delitto, reo confesso, è in carcere a Bergamo da 12 giorni. Ma la questione, per Carabinieri e Procura oltre che per la famiglia della vittima, è tutt’altro che chiusa. Ci sono diversi aspetti, alcuni dei quali piuttosto rilevanti, che sono ancora da chiarire e le indagini sull’omicidio di Roberto Comelli, avvenuto a Provaglio d’Iseo la notte di Capodanno, proseguono a ritmo serrato.

Versioni discordanti

Provaglio, l'ultimo saluto a Roberto Comelli
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Provaglio, l'ultimo saluto a Roberto Comelli

Come è andata esattamente la prima visita, attorno alle 22, di Roberto Comelli al salone al primo piano dove si stava tenendo la festa? Sul punto infatti ci sono versioni discordanti. Secondo le primissime testimonianze dei ragazzi infatti non si era andati oltre le parole grosse. Solo Comelli aveva già alzato il gomito e proprio offrendogli da bere lo aveva calmato. E se ne era andato.

Opposta invece la ricostruzione della famiglia. Un gruppo di ragazzi, numerosi, ha aggredito Roberto Comelli già la prima volta che si è presentato al centro civico. Stava cercando un ragazzo in particolare, il cugino del figlio 18enne, probabilmente per rintracciare proprio lui. Poco più tardi il 42enne è arrivato a casa di amici nella vicina Timoline e, stando alle loro testimonianze, aveva sul volto i segni di un’aggressione.

La pistola

Dovrebbe essere invece chiarito il tema della pistola che un ragazzo egiziano aveva nello zaino. Si trattava di un’arma a salve che rientrava per tipologia e potenza in quelle di libera vendita.

Passi avanti anche sul tema della chiamata ai soccorsi e del tempo intercorso tra le coltellate e l’allerta alle squadre di pronto intervento. Secondo chi indaga è stato il ragazzo che aveva affittato la sala e organizzato la festa, appena si è accorto di quanto accaduto, a chiedere l’intervento di medici e infermieri che però non hanno potuto fare altro che constatare il decesso.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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