Omicidio di Provaglio, dopo l’interrogatorio fermato un 19enne

Alcuni dei ragazzi presenti alla festa avrebbero testimoniato di aver visto il giovane, originario di Prevalle, ferire mortalmente Roberto Comelli
La Scientifica sul luogo dell'omicidio - Foto Gabriele Strada /Neg © www.giornaledibrescia.it
La Scientifica sul luogo dell'omicidio - Foto Gabriele Strada /Neg © www.giornaledibrescia.it
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A vibrare il fendente con il coltello da cucina che ha ucciso Roberto Comelli è stato uno degli 80 ragazzi che stava partecipando alla festa di Capodanno alla quale anche lui voleva intrufolarsi. Le indagini hanno immediatamente preso quella direzione, orientate dalla tantissime testimonianze che i carabinieri hanno avuto in mano ancora prima che il corpo fosse rimosso. E nel tardo pomeriggio è arrivata la svolta.

Un 19enne di Prevalle è stato portato in caserma e interrogato, alla presenza di un avvocato, fino a notte inoltrata. Al termine dell’interrogatorio il ragazzo è stato fermato: per lui l’accusa è di omicidio. I carabinieri della Compagnia di Chiari e del comando provinciale di Brescia lo hanno rintracciato nella casa in cui vive e dove era tornato in mattinata dopo la festa finita in tragedia.

Il suo nome era tra quelli fatti dai testimoni oculari della lite poi degenerata e il suo telefono è stato rapidamente messo sotto controllo. Da frammenti di conversazioni carabinieri e magistrato si sono convinti di aver individuato la persona giusta e nel pomeriggio lo hanno portato in caserma per il confronto. In serata è stato raggiunto da un avvocato. Nel fascicolo ci sarebbero i racconti di diversi ragazzi che erano alla festa e che lo avrebbero visto colpire Comelli.

Per tutta la giornata gli inquirenti, coordinati dal sostituto procuratore Laura Matrone, hanno lavorato per ricostruire nel dettaglio l’accaduto.

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Omicidio Provaglio, il punto in cui è stato ritrovato il corpo di Roberto Comelli

A Provaglio d’Iseo tutti conoscono Roberto Comelli, classe 1982, un passato burrascoso con diversi precedenti penali legati anche agli stupefacenti e un presente altrettanto incerto, segnato dall’abuso di alcol e dalle liti che provocava in paese. Proprio la sera di San Silvestro la titolare del bar Centrale aveva chiamato i carabinieri per allontanarlo dal suo locale dopo che aveva importunato gli altri avventori. I carabinieri hanno ricostruito le sue ultime ore fino al momento in cui ha incrociato il 19enne di Prevalle.

La festa

La sala in cui si teneva la festa di Capodanno - © www.giornaledibrescia.it
La sala in cui si teneva la festa di Capodanno - © www.giornaledibrescia.it

A 200 metri dalla chiesa parrocchiale di Provaglio d’Iseo c’è un centro civico che ospita le sedi di diverse associazioni, Alpini, Protezione Civile, Avis e anche il salone del gruppo «Anziani amici». Per San Silvestro il sodalizio aveva affittato gli spazi ad un gruppo di ragazzi della zona, tanti di Provaglio ma anche di Ome, Monticelli e altri comuni tra la Franciacorta e il Sebino. Ciascuno ha portato diversi amici e nella sala al primo piano una ottantina di giovanissimi era riunita per festeggiare il nuovo anno. Anche gli alpini erano nello stabile, hanno cenato e alle 2.30 hanno chiuso la sede al pian terreno e per uscire sono passati nel punto dove più tardi Roberto Comelli è spirato.

«Non c’era nulla, tutto tranquillo» ha raccontato il capogruppo Franco Colosio. Tra le 3 e le 4, gli orari sono ancora da chiarire nel dettaglio, Roberto Comelli è salito al primo piano del centro civico e ha cercato di intrufolarsi alla festa. I ragazzi lo conoscono ed evidentemente non lo volevano all’interno. Ne è nata una discussione e una colluttazione. Sono state rotte bottiglie e rovesciate sedie.

La lite

La scala dove si è trascinato Comelli - Foto Gabriele Strada /Neg © www.giornaledibrescia.it
La scala dove si è trascinato Comelli - Foto Gabriele Strada /Neg © www.giornaledibrescia.it

La zuffa è proseguita all’esterno, nei pressi del campo da bocce. Comelli è stato colpito con il coltello che si trovava su un tavolo. Il 42enne ha barcollato e cercato di allontanarsi. Perdendo sangue è sceso dalla scala e poi ha attraversato il giardinetto ed è passato sotto il volto per raggiungere il centro del paese ma dopo circa un centinaio di metri, davanti all’ingresso della casa di riposo «Il Focolare» si è accasciato a terra. Non si è più alzato.

Medici e infermieri sono intervenuti a 4.20. Ma per Roberto Comelli non c’era più nulla da fare. Il corpo è rimasto sull’asfalto gelido coperto da un telo termico fino a quando, a mattinata inoltrata, la Sezione Investigazioni Scientifiche ha ultimato i rilievi e il magistrato di turno completato il proprio sopralluogo.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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