Cronaca

Omicidio di Lonato, chi era la vittima: mamma regina e fratello pentito

Dolores Dori, la 44enne nata nel vicentino ma di casa al campo nomadi di Camponogaro in provincia di Venezia, è morta a Desenzano giovedì: era specializzata in truffe, soprattutto agli anziani
Pierpaolo Prati

Pierpaolo Prati

Giornalista

L'accampamento nomadi messo sotto sequestro
L'accampamento nomadi messo sotto sequestro

Figlia della regina dei sinti di Pistoia. Sorella di un pentito. Madre di tre figli. Specializzata in truffe, soprattutto agli anziani. A 48 ore dal suo omicidio sono questi i dettagli emersi sul conto di Dolores Dori, la 44enne nata nel vicentino ma di casa al campo nomadi di Camponogaro, in provincia di Venezia, morta a Desenzano giovedì.

Grazie alle nobile origini nomadi la donna era in vista nella comunità sinti. Grazie alla madre aveva una posizione, conosceva e dialogava con i suoi vertici. Era a sua volta conosciuta dalle forze dell’ordine per la sua abilità nel truffare persone indifese, in particolare anziani. La 44enne aveva messo a segno truffe in provincia di Vicenza e Verona, ma anche in quella di Trento. Non comuni capacità di persuasione negli anni le hanno consentito di scucire decine di migliaia di euro alle sue vittime, ma non di evitare guai con la giustizia, processi e nemmeno il carcere, dal quale era da poco uscita.

In carcere invece c’è ancora il fratello, da poco inserito al programma di protezione di testimoni. Oltre a collaborare con i magistrati della procura di Prato su quanto accadeva nel penitenziario del capoluogo toscano, finito al centro dell’inchiesta sul dilagante malaffare al suo interno e culminata in un maxi blitz e nell’iscrizione nel registro degli indagati anche di sei agenti della Polizia penitenziaria. l’uomo avrebbe fatto rivelazioni di interesse anche sul conto di personaggi affiliati alla criminalità organizzata con interessi nel Nord Italia.

Oltre a testimoniare la libertà con la quale i detenuti maneggiavano telefoni e altro «materiale» vietato all’interno del penitenziario della Dogaia, potendo contare anche sulla complicità delle guardie, il fratello di Dolores Dori avrebbe riferito notizie sul conto di clan, cosche e sui loro interessi. Dinamiche che potrebbe aver appreso proprio nel penitenziario dov’era detenuto e dove non pochi sono gli esponenti della criminalità organizzata che stanno scontando la loro pena.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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