Garlasco, Venditti: «Non vedo correttezza negli inquirenti di Brescia»

L’ex procuratore di Pavia attacca: «Nell’indagine sull’omicidio rifarei tutto. Trattato come il mostro da sbattere in prima pagina»
L'ex pm Mario Venditti in tribunale a Brescia - Foto Ansa/Filippo Venezia © www.giornaledibrescia.it
L'ex pm Mario Venditti in tribunale a Brescia - Foto Ansa/Filippo Venezia © www.giornaledibrescia.it
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«Dopo che sono stato un uomo della giustizia per oltre 40 anni mi sento tradito dalla giustizia e non mi aspetto più nulla di buono. Nei miei confronti è stata avviata una campagna denigratoria che non si è mai vista».

È un anticipazione dell'intervista all'ex procuratore Mario Venditti, che per due volte chiese e ottenne l'archiviazione della posizione di Andrea Sempio, indagato per l'omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, in onda questa sera a Quarta Repubblica, condotto da Nicola Porro in prima serata su Retequattro.

Venditti, che per quelle sue decisioni è ora indagato spiega: «La Procura di Pavia trova uno scarabocchio, perché quello è uno scarabocchio, il famoso "Venditti gip” archivia per 20-30 euro ecc – afferma l'ex magistrato –. Passano mesi e nessuno sente l'autore di quello scarabocchio, poi finalmente questa persona dice che in realtà quella cifra era un preventivo di spese legali e che ha consegnato i soldi in contanti a tre avvocati. Erano soldi che servivano per corrompermi? Nessuno mi ha corrotto. Ma io sono il mostro da sbattere in prima pagina, per dare valore all'indagine, perché un procuratore corrotto fa notizia».

Parlando della perquisizione a suo carico, Venditti racconta: «Io non sono soltanto un indagato, io sono il mostro in prima pagina. Ho avuto a che fare con tanti indagati, con tanti condannati, mi sono sempre comportato correttamente. Questa stessa correttezza però non la vedo negli attuali inquirenti di Pavia e di Brescia».

«Rifarei esattamente quello che ho fatto. Non ci sono elementi nuovi. Alla fine, gira e rigira, è come il gioco dell'oca, si torna sempre al punto di partenza. Non c'erano cose nuove, perché a ogni consulenza, a ogni perizia, se ne contrapponeva un'altra ed è quello che sta avvenendo adesso, e non si esce da questo» ha concluso riguardo le archiviazioni chieste per Sempio.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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