Omicidio di Provaglio, la vittima cacciata da un bar la sera prima
Il clima di gioia che portano i festeggiamenti di Capodanno, quest’anno a Provaglio d’Iseo, è durato poco. Fino a quando si è diffusa, prima ancora che fosse chiaro, la notizia che a ridosso del centro civico c’era stata una morte violenta. Un omicidio. La vittima è Roberto Comelli, 42 anni, pregiudicato, padre di un ragazzo di 18 anni e le cui sorelle vivono da sempre in paese. Pochi si lasciano andare a commenti, ma sguardi, scrollate di spalle, cenni del capo dicono tutto. Di un passato complicato e di un presente altrettanto difficile.
«In paese lo conoscevamo bene. Mi astengo dal dire altro: non sarebbe una piacevole verità». Parole non troppo sussurrate tra i tanti clienti del Bar Centrale, a poche centinaia di metri dal luogo dell’omicidio, dove lo stesso Comelli aveva fatto tappa nel tardo pomeriggio del 31: «La ragazza che lavora da noi era qui sola - dice Anna Fenaroli proprietaria del locale - Roberto Comelli è entrato, come accadeva spesso. Era già alterato. Ho chiamato i Carabinieri, che peró non sono poi venuti perché la collaboratrice era riuscita a cacciarlo fuori dal locale».
Anche davanti alla Chiesa, mentre ancora ci sono i nastri bianchi e rossi dei carabinieri, non si parla d’altro. «Si sapeva che andava a finire così - racconta una volontaria dell’oratorio - quando entrava nel bar in quelle condizioni faceva paura».
Tutti pensano al figlio dell’uomo ucciso: «Ha 18 anni ed è un bravo ragazzo, non si merita anche questa». Man mano che la notizia si diffonde sono sempre di più le persone che passano dal centro civico, quasi tutti sapevano chi era Roberto Comelli e non sono sorpresi di cosa sia accaduto.

In diversi hanno visto i ragazzi che andavano alla festa «Avevano affittato la sala del centro anziani, erano tutti ragazzi giovanissimi, alcuni anche adolescenti» spiega una persona che abita proprio accanto alla parrocchiale.
Mentre le campane suonano mezzogiorno una inserviente della casa di riposo esce con un secchio di acqua bollente e ammoniaca, lo versa sulle macchie di sangue rimaste sull’asfalto. Alla terza secchiata non ce ne è più traccia. Provaglio prova a ripartire dopo lo shock.
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