Omicidio Anna Mura: «Mio fratello lasciato solo, è finito in brutti giri»

A parlare è Cristian Concu, il figlio più grande della donna ammazzata nel 2015 a Castenedolo dal marito
Anna Mura
Anna Mura
AA

Per lui è stata dura. Con il padre già morto in un incidente stradale, la madre ammazzata dal nuovo marito che è poi finito in carcere, con una sorella lontana e un fratello minore, 15enne all’epoca dei fatti, da aiutare a crescere.

La testimonianza

«Io ne parlo, racconto quello che è successo perché non mi vergogno, ho fatto tutto quello che potevo per andare avanti ed essere anche vicino a mio fratello».

Guardando alla sua famiglia distrutta non ha dubbi: «Quello che serve, prima di tutto, è un’assistenza psicologica. Sono momenti che non si possono capire, raccontare, servono professionisti esperti e competenti per permetterti di ripartire».

Non solo. «Per noi era necessaria anche una casa. Lo nostra era sotto sequestro e non sapevamo cosa fare».

La vicenda

I carabinieri sulla scena dell'omicidio a Castenedolo - Foto Gabriele Strada/Neg © www.giornaledibrescia.it
I carabinieri sulla scena dell'omicidio a Castenedolo - Foto Gabriele Strada/Neg © www.giornaledibrescia.it

Anna Mura è stata trovata senza vita nell’abitazione di Castenedolo in cui viveva con due dei tre figli il 16 marzo del 2015. Proprio quel giorno aveva chiesto un appuntamento ai carabinieri del paese, voleva presentare denuncia contro il marito per maltrattamenti.

Il primo figlio, Cristian, quella mattina era uscito presto. Il fratello, che aveva 15 anni, si era alzato più tardi e aveva trovato la madre morta in camera da letto, in una pozza di sangue.

Il marito, Alessandro Musini, è stato irreperibile per 36 ore e poi rintracciato da un agente di Polizia fuori servizio in via Boves in città. Processato, è stato condannato all’ergastolo e dal 2019, con la sentenza della Cassazione, il provvedimento è definitivo.

Le difficoltà del fratello

«Mio fratello, crescendo, ha fatto scelte diverse dalle mie. Io ho voluto farmi aiutare, lui non racconta nulla di quello che ci è successo. È stato lasciato solo, ha cominciato a frequentare brutti giri e si è messo nei guai. Alcune delle persone che lo hanno incontrato nelle comunità mi hanno contattato per parlare di lui. Ho dovuto spiegare io che è stato lui a trovare nostra madre morta in casa. Lui non ha detto nulla neppure agli educatori o agli assistenti che ha via via incontrato nelle situazioni in cui è finito».

Guardando alla sua situazione Cristian ora è sereno: «Io sono riuscito a ripartire anche se è stato difficilissimo. Mio fratello ancora non ha preso la strada giusta».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@News in 5 minuti

A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.