Omicidio a Lamarmora: spara per soldi e poi tenta il suicidio

L’agguato sabato sera nella zona sud di Brescia: la vittima è stata aggredita in via Codignole. A sparare un anziano che ha poi rivolto l’arma verso se stesso
La Polizia in via Codignole, dove è stato ucciso Satpar Singh - Foto Gabriele Strada /Neg © www.giornaledibrescia.it
La Polizia in via Codignole, dove è stato ucciso Satpar Singh - Foto Gabriele Strada /Neg © www.giornaledibrescia.it
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Si è presentato in via Codignole pochi minuti dopo le 18. Ha parcheggiato la sua Panda all’altezza del civico 21. È sceso dall’auto ed è andato dritto al campanello. Ha suonato, si è fatto riconoscere ed aprire. Dieci passi nell’androne, scortato da una Beretta infilata nella giacca, sono bastati per trovarsi al suo cospetto. Poche pesanti parole sono state più che sufficienti per trasformare un pomeriggio apparentemente anonimo, in una giornata da dimenticare. Giuseppe Valetti, classe 1946 e sottufficiale dell’Arma in pensione dal 1989 (prestava servizio fuori provincia), punta la sua pistola e spara. Due colpi. Uno va a segno nel petto di Satpal Singh. L’altro rimbalza impazzito sul pianerottolo.

Uno dei due colpi esplosi all'indirizzo della vittima - Foto Gabriele Strada/Neg © www.giornaledibrescia.it
Uno dei due colpi esplosi all'indirizzo della vittima - Foto Gabriele Strada/Neg © www.giornaledibrescia.it

Il 54enne di origine indiana, muratore per una ditta di Darfo Boario, papà di due figli di 27 e 28 anni, stramazza al suolo. Mentre Valetti se ne torna all’auto e la dirige verso la vicina via Lamarmora e poi in direzione di via Corsica, Satpal Singh viene soccorso dalla moglie e dal più anziano dei due figli. In quegli stessi istanti parte anche la chiamata al 112, ma tempo per aspettare l’ambulanza non c’è. Singh viene caricato dalla moglie e dal primogenito sull’auto di famiglia e portato di corsa alla Poliambulanza. Lungo il tragitto la vettura sulla quale viaggiano rimane coinvolta in un incidente. Un intoppo ininfluente. Il 54enne è già in arresto cardiaco da minuti, ha già perso molto sangue. Quando arriva alla clinica di via Bissolati non c’è più nulla da fare.

Un’ora dopo

La notizia della morte di Satpal Singh non si è ancora diffusa quando l’attenzione di tutti, dal piazzale antistante la pasticceria Garzoni a due passi dalla casa dove si è consumato il delitto, si sposta di poche centinaia di metri. Mancano cinque minuti alle 19 quando dal fondo di una traversa senza uscita di via Corsica rimbomba l’eco di un altro colpo di pistola. Nessuno al momento pensa che i due boati siano prodotto della stessa arma, provocati dalla stessa mano. Gli agenti della Squadra Volante della Polizia, arrivati da via Codignole, ci mettono poco a capirlo. Il tempo di entrare nell’appartamento a pian terreno del civico 122 e trovare in fin di vita il proprietario, accasciato al suolo a poca distanza da una Beretta, con il volto sfigurato dal sangue. Ai poliziotti è chiaro che si sia sparato. Quello che non è chiaro in prima battuta è perché.

I soccorritori mentre portano in ospedale l'aggressore - Foto Gabriele Strada/Neg © www.giornaledibrescia.it
I soccorritori mentre portano in ospedale l'aggressore - Foto Gabriele Strada/Neg © www.giornaledibrescia.it

Due colpi di telefono e due verifiche bastano loro per risalire alla identità del ferito. Scoprono che si tratta di Giuseppe Valetti, scoprono che l’ex maresciallo conosceva Satpal Singh. Hanno la conferma che al campanello al 21 di via Codignole, un’ora prima, accompagnato dalla stessa Beretta, si era presentato lui. Capiscono che il suo è stato un tentativo, fallito, di pareggiare il conto.

Il 78enne viene caricato su un’ambulanza e portato a sua volta alla Poliambulanza. Ci arriva in condizioni critiche, ma vivo. Mentre i medici si prendono cura di lui a casa sua arrivano gli agenti della Scientifica della Polizia. L’appartamento finisce sotto la loro lente, così come la Panda che Valetti, come se avesse avuto urgenza di farla finita, ha lasciato sotto casa, in doppia fila.

Dall’auto i poliziotti estraggono una busta e dalla busta diverse banconote da 50 e 100 euro. In via Corsica arriva anche Francesco Carlo Milanesi, il magistrato di turno. Il quadro è chiaro. Manca solo il movente. Perché Valetti abbia sparato. Anche se i parenti della vittima raccontano che l'anziano pretendesse da loro soldi.

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