Addio al vuoto del mobilificio Leali: si punta su servizi e spazi verdi

Il mobilificio Leali ha segnato il paesaggio urbano ben oltre la fine della sua attività: per anni è rimasto lì, al centro di Odolo, come una parentesi mai chiusa, un vuoto difficile da ignorare tra le vie Ere, Scalvini e Mazzini. Oggi quello stesso spazio torna al centro dell’attenzione amministrativa diventando una delle partite più rilevanti per il futuro del paese.
Il cambio di passo
Una scommessa che l’Amministrazione guidata da Marino Zinelli ha deciso di giocare fino in fondo, partendo da un passaggio concreto avvenuto nel corso del 2025, quando il Comune ha acquisito l’area con risorse proprie per 290mila euro completando così un percorso necessario per poter immaginare una riqualificazione reale e non più soltanto evocata.
Un’operazione che si inserisce dentro un contesto più ampio, fatto di criticità ambientali e di interventi preliminari non rinviabili, considerando la presenza di amianto e la vicinanza del torrente Vrenda, elementi che impongono attenzione e interventi mirati. In questo senso si colloca anche il contributo di 100mila euro garantito dalla Comunità Montana di Valle Sabbia, destinato alla messa in sicurezza dell’area, alla gestione delle acque e alla risoluzione delle problematiche ambientali, passaggi tecnici che rappresentano la base su cui costruire il futuro assetto dell’area.
Il progetto
L’operazione, ancora ferma alla fase progettuale, disegna un cambiamento netto: nuovi servizi, a partire da un ambulatorio medico oggi collocato alla Rsa e non facilmente accessibile per tutti, ma anche spazi verdi, parcheggi e una revisione della viabilità. Un intervento che, nelle intenzioni, vuole ricucire una porzione di paese rimasta sospesa, restituendola a una funzione pubblica e quotidiana.
A determinare tempi e modalità dell’intervento sarà però l’esito del bando ministeriale da un milione di euro al quale il Comune ha partecipato e di cui si attendono ancora i risultati. Da lì passerà la possibilità di avviare concretamente i lavori, senza gravare ulteriormente sulle casse comunali, come ribadito dallo stesso sindaco: «Non è nostra intenzione andare a sottoscrivere mutui, nel caso non entrassimo in graduatoria cercheremo altri bandi».
«Una scommessa» dice Zinelli spiegando che non si tratta soltanto di recuperare un’area dismessa, ma di ridefinire un pezzo di identità del paese, trasformando un vuoto urbanistico in un luogo che dà servizi e relazioni, capace di incidere sul modo di vivere spazi ed abitudini quotidiane, non solo odolesi.
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